NINTENDO SWITCH TAGLIA I PREZZI: E GLI ALTRI?

Le voci giravano da un po’, da quando quest’estate era stata presentata la versione OLED del device mobile di casa Nintendo, con un prezzo annunciato che era di appena 20 euro superiore a quello della versione attuale di Nintendo Switch. Una forbice di prezzo talmente bassa che avrebbe fatto dichiarare invendibile la versione “tradizionale” per far posto alla nuova (ma non così innovativa) versione.

L’abbassamento dei prezzi di listino era auspicabile, e molte catene di elettronica avevano già attivato delle offerte, generalmente attraverso acquisti in bundle con altra merce, che avrebbero permesso di smaltire più facilmente le scorte della vecchia Switch.

Ieri, sul sito ufficiale Nintendo, la versione tradizionale della Nintendo Switch (che risulta temporaneamente non disponibile) viene venduta a 299 euro, con un taglio quindi di 30 euro sul prezzo di listino precedente. E non è difficile che, al momento dell’arrivo effettivo sul mercato della versione OLED, vi sia un ulteriore ribasso (e la tendenza dei prezzi su vari marketplace sembra confermare questo orientamento).

In circa 4 anni di vita della Switch, questo è il primo ribasso ufficiale di prezzo. Vero è che l’unicità dei dispositivi Nintendo ne limita molto la svalutazione, ma c’è da chiedersi quanto sia corretto mantenere ai livelli iniziali il valore di una macchina informatica che è diventata rapidamente obsoleta. Peraltro, questo ribasso avviene dopo l’annuncio della Steam Deck, che potrebbe essere veramente la rivale della Nintendo sul fronte delle console portatili, quindi, come si suol dire, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…

Ora ci sarebbe da interrogarsi anche sulle scelte che nei prossimi mesi faranno Sony e Microsoft, visto che quelle che attualmente continuiamo a chiamare console next gen hanno in realtà oltre un anno di vita commerciale (e infatti le voci di versioni pro dei device in questione sono ormai molto ricorrenti), nonostante la difficile reperibilità dovuta alla pandemia da Covid-19 e alla scarsità di materie prime utilizzate per la fabbricazione dei principali chipset grafici. In un anno, normalmente, un dispositivo informatico si deprezza dal 10 al 20% del suo valore iniziale, eppure PS5 e Xbox serie S/X non hanno ricevuto nessuno sconto sulle cifre dei listini di lancio.

Se aggiungiamo il dettaglio non da poco che i servizi di cloud gaming come Game Pass (ma anche un Playstation Now che sembra sia in fase di riorganizzazione), con l’evoluzione delle velocità di connessione domestica e mobile potrebbero farci giocare a titoli di ultima generazione su qualunque dispositivo, anche una smart tv datata, un vecchio pc o uno smartphone 5G, il valore e la richiesta delle console fisiche potrebbero presto crollare, e si dovrebbe quindi incentivare ad acquistare quelle che potrebbero essere le ultime serie di macchine da gioco ancora imprescindibili.
Vediamo, con l’avvicinarsi del Natale (o col suo superamento), se qualcosa si muoverà in tal senso, finalmente.

ANTONIO RECUPERO