RESIDENT EVIL E LA MODALITÀ VR

Il primo titolo della saga di Resident Evil a essere messo a disposizione anche in versione VR è stato Resident Evil 7, e seppur non sia stato ottimizzato a dovere ha fatto incuriosire molti videogiocatori, compreso me. Grazie a questo piccolo successo Capcom ha deciso di mettere in commercio anche una versione VR di Resident Evil 4 che è piaciuta talmente tanto ai fan che non hanno resistito a creare di tasca loro altre versione per realtà virtuale.

Quest’ultima opera creata da Capcom non è un semplice porting come molti potranno credere, ma è una vera e propria “nuova” versione del gioco pensata appositamente per la realtà virtuale. Dalla sua uscita questo titolo ha riscosso un discreto successo, ecco perché molti fan sfegatati hanno deciso di creare da soli le versioni VR di Resident Evil 2 e 3.

Il primo video che mostra l’opera creata dai vari amanti di questa saga è sbucato su Youtube, e mostra una clip di circa dieci minuti in cui possiamo vedere Leon praticamente all’inizio del gioco camminare qua e là. Ovviamente dietro non è presente l’intero cast di Capcom ecco perché la visuale è leggermente traballante e durante le cutscene il personaggio torna alla terza persona (anche se quest’ultimo dettaglio potrebbe essere stato fatto apposta).

Una cosa particolare è che rispetto agli altri giochi VR, in questo si possono osservare oltre alle mani anche le altre parti del corpo, dettaglio molto particolare che porta il giocatore ad immergersi maggiormente all’interno del titolo in questione. Inoltre sembra proprio che non si tratti di una mod ma bensì di un vero e proprio adattamento in VR, e gli sviluppatori hanno anche dichiarato che intendono proseguire con tutta la saga prodotta da Capcom.

Rispetto agli anni ottanta, la nostra generazione è molto avvantaggiata. All’interno di internet si possono trovare migliaia di risorse e lezioni completamente gratuite, cosa che ai tempi era letteralmente impossibile. Ecco perché la crescita dei piccoli sviluppatori si sta espandendo a vista d’occhio e sono sicuro che nell’arco del 2022 ne vedremo delle belle.

ALAN MINOTTI