IL CEO DI BLIZZARD È NEI GUAI

In quest’ultimo anno Blizzard non se la sta passando per niente bene, e sembra non sia ancora finita. È uscita infatti la notizia qualche giorno fa che alcuni azionisti di Activision Blizzard hanno chiesto le dimissioni immediate dell’amministratore delegato Bobby Kotick, e il tutto è stato proposto tramite una lettera al consiglio di amministrazione della società.

La lettera segue il precedente rapporto del Wall Street Journal che ha affermato che il CEO di Activision Blizzard, Bobby Kotick, era già a conoscenza da anni degli abusi sui dipendenti e sulla cattiva condotta in ambito sessuale presente in molte sezioni dell’azienda, ma nonostante le informazioni che aveva non è riuscito a dirlo né al consiglio di amministrazione né ai dirigenti (o forse non voleva dirlo per motivi personali).

Successivamente il consiglio di amministrazione di Activision ha rilasciato una dichiarazione in risposta al Wall Street Journal. In questo rapporto ha dichiarato che rimane fiduciosa nel CEO e nel suo impegno e dedizione.

Il consiglio di amministrazione di Activision Blizzard rimane impegnato nell’obiettivo di rendere Activision Blizzard l’azienda più accogliente e inclusiva del settore. Sotto la guida di Bobby Kotick, l’azienda sta già implementando cambiamenti leader del settore tra cui una politica di tolleranza zero sulle molestie, una dedizione al raggiungimento di aumenti significativi per le percentuali di donne e persone non binarie nella nostra forza lavoro e significativi investimenti interni ed esterni per accelerare le opportunità per talenti diversi. Il Consiglio rimane fiducioso che Bobby Kotick abbia affrontato in modo appropriato i problemi sul posto di lavoro portati alla sua attenzione. Gli obiettivi che ci siamo prefissati sono sia critici che ambiziosi. Il Consiglio rimane fiducioso nella leadership, nell’impegno e nella capacità di Bobby Kotick di raggiungere questi obiettivi

Ma non è finita qui, infatti molti dipendenti hanno indetto uno sciopero in risposta alle dichiarazioni del Wall Street Journal fuori dal campus Blizzard a Irvine, in California, e si sono riuniti grazie ad un post su Twitter del gruppo ABetterABK che recita così: 

Abbiamo istituito la nostra politica di tolleranza zero. Non saremo messi a tacere fino a quando Bobby Kotick non sarà stato sostituito come CEO e continueremo a mantenere la nostra richiesta originale di revisione di terze parti da parte di una fonte scelta dai dipendenti. Stiamo organizzando uno sciopero oggi. Ti diamo il benvenuto per unirti a noi.

Lo sciopero è stato promosso da circa 150 dipendenti, stufi di non essere ascoltati e stanchi di non vedere cambiamenti dopo le varie rivelazioni mediatiche che ci sono state in questi ultimi tempi.

Gli azionisti sono stati duri ma giusti all’interno della lettera congiunta dello Strategic Organizing Center (SOC) Investment Group, condivisa con il Washington Post. Oltre alle dichiarazioni qui sotto gli azionisti chiedono le dimissioni del presidente del consiglio di amministrazione di Activision Blizzard Brian Kelly e del lead independent director Robert Morgado.

In contrasto con le dichiarazioni dell’azienda del passato, il CEO Bobby Kotick era a conoscenza di molti episodi di molestie sessuali, aggressioni sessuali e discriminazione di genere presso Activision Blizzard, ma non è riuscito a garantire che i dirigenti e i manager responsabili fossero licenziati o a riconoscere e affrontare la natura sistematica della cultura ostile del posto di lavoro dell’azienda

Infine in un’intervista il direttore esecutivo del SOC Dieter Waizenegger ha affermato: 

Dopo le nuove rivelazioni, è chiaro che l’attuale leadership ha ripetutamente omesso di mantenere un posto di lavoro sicuro, una funzione fondamentale del loro lavoro. Activision Blizzard ha bisogno di un nuovo CEO, presidente del consiglio di amministrazione e direttore indipendente con l’esperienza, le competenze e la convinzione per cambiare veramente la cultura dell’azienda. Dobbiamo davvero avere un pulsante di ripristino nel consiglio di amministrazione

È triste osservare che nonostante le varie lettere e denunce fatte dai dipendenti e dai vari enti collegati a Blizzard non sia ancora cambiato niente. Sembra che i dirigenti non si siano accorti delle enormi ripercussioni che hanno avuto le loro azioni negli anni e visto il poco potere dei dipendenti nonostante le varie manifestazioni ora devono fare i conti con i loro azionisti e con le loro reali colpe.

ALAN MINOTTI