CRASH BANDICOOT E LE PAROLE INCOMPRENSIBILI DI AKU AKU

Crash Bandicoot ha fatto la sua prima apparizione su Playstation nel lontano 1996 e da quel momento in poi è sempre stato considerato la mascotte non ufficiale di questa indimenticabile console. Questo titolo ha colpito da subito i vari videogiocatori con le sue particolari meccaniche, con le sue ambientazioni e con lo strampalato protagonista estremamente goffo e ghiotto di mele e giravolte.

Sfortunatamente dopo la vendita da parte di Naughty Dog dei diritti, il gioco non ha avuto vita facile (anzi, è stato un flop clamoroso) ma fortunatamente con l’avvento di Crash Bandicoot: N. Sane Trilogy e poi Crash Bandicoot 4: It’s About Time il brand si è ritirato su alla grande. Il motivo per cui Naughty Dog ha lasciato andare Crash è legato ad Universal e al fatto che in quel periodo detenesse i diritti di sfruttamento del marchio Crash Bandicoot. In un’intervista Jason Rubin (co-fondatore dello sviluppo negli ultimi anni per Uncharted e The Last of Us) ha dichiarato: 

Il nostro rapporto con Universal era arrivato a un punto in cui non potevamo continuare a realizzare giochi legati a Crash Bandicoot. Sebbene fossimo dei grandi amanti della serie e adoravamo lavorare con Sony, non aveva alcun senso dal punto di vista finanziario. Universal possedeva la proprietà intellettuale e c’era un conflitto che divenne semplicemente brutale

Tutti noi ricorderemo sicuramente i capitoli più famosi, e una delle cose maggiormente incomprensibili erano le parole di Aku Aku. Mi viene in mente quando durante un livello si prendeva la maschera e si sentiva: “urubuga!” (o almeno è quello che capivo io) e mi sono sempre chiesto cosa dicesse veramente. Finalmente a rispondere a questa domanda è intervenuto Dave Baggett, sviluppatore del primissimo gioco che, in un post apparso su Quora, ha risolto l’arcano.

Il suono emesso da Aku Aku è incomprensibile e non è mai stato inteso per significare nulla. Detto questo, varie persone del team di Crash (e i nostri amici e parenti) hanno interpretato il piccolo rumore di Aku Aku come un sacco di cose divertenti, la più comune delle quali (almeno da quanto io ricordi) era “Rutabaga”.

Sempre nello stesso post Bagget ha anche rivelato le origini di Aku Aku spiegando come sia stato tutto frutto dell’esperienza diretta del team creativo del gioco. 

“Il nome Aku Aku deriva da un ristorante polinesiano che risiedeva vicino alla stazione T Alewife quando Andy (Gavin), Jason (Rubin) e io vivevamo nella zona di Boston. Aveva una gigantesca statua di tiki davanti e, se ricordo bene, cibo abbastanza terribile. Questo posto è ora occupato dalla capanna estiva di Jasper White e la statua di tiki è stata convertita in un pescatore”.

È sempre bello sentire le storie raccontate dai vari sviluppatori che hanno lavorato al gioco, e tutta questa nostalgia mi ha fatto tornare la voglia di recuperare gli indimenticabili primi capitoli.

ALAN MINOTTI