STREAMER COINVOLTI IN GIRO DI RICICLAGGIO

Quello che sto per raccontarvi sembra uscito dal film “Il Padrino”, ma è tutto reale. Tutto è accaduto il mese scorso quando un personaggio anonimo ha deciso di divulgare il codice sorgente di Twitch e le varie informazioni sui pagamenti degli streamer (articolo che potete leggere a questo link). Una cosa però è sorta strana, molti streamer che avevano relativamente pochi follower hanno ricevuto somme di denaro a quattro cifre nell’arco di un solo mese, cosa che è molto improbabile che succeda.

I pagamenti sembrano provenire da una piattaforma chiamata Bit, che consente ai vari spettatori dei vari canali di inviare e premiare i vari streamer con emoji a pagamento. Dal ricavato totale, Twitch manda una percentuale ai vari streamer, ma le entrate di questi sembrano decisamente curiose. Infatti dalle varie informazioni trapelate sembra che alcuni utenti da appena 50/60 spettatori abbiano ricevuto circa 1500 euro al giorno, somma veramente improbabile per quella quantità.

Dalle varie notizie (che non sono ovviamente confermate) alcuni criminali informatici hanno rubato e ottenuto i dati della carta di credito di varie persone a caso e hanno quindi negoziato con i vari streamer per inviare loro ingenti somme di denaro tramite questi emoji, cosa che è servita a riciclare milioni di euro (e come sempre la criminalità organizzata ha trovato un altro mezzo per f***ere il fisco). Successivamente gli streamer dovevano rimborsare dell’80% i vari “strozzini” (probabilmente o in gran parte inconsapevoli delle ripercussioni legali a cui stavano andando incontro). Secondo i vari calcoli sembra che nell’arco degli scorsi due anni siano stati trasferiti ben 9,8 milioni di dollari attraverso 2400 streamer, somma che risulta da capogiro.

Twitch, come ovvio che sia, dopo la notizia ha subito dichiarato di aver preso provvedimenti contro i 150 streamer indagati, e uno dei portavoce della piattaforma più famosa in ambito gaming ha dichiarato: 

recentemente, i membri della community di Twitch hanno espresso preoccupazione per la legittimità delle entrate di alcuni creatori in Turchia. Vogliamo assicurare alla nostra community che non esitiamo a intraprendere azioni decisive contro gli account coinvolti in comportamenti proibiti” per poi continuare: “Ci impegniamo regolarmente per combattere e prevenire le frodi finanziarie su Twitch e, solo a settembre, abbiamo agito contro oltre 150 partner in Turchia per abuso dei nostri strumenti di monetizzazione” 

Sinceramente trovo molto brutto vedere come molti streamer si facciano il c**lo per portare contenuti di qualità e poter monetizzare per poi vedere come sia “facile” per vie alterne portare a casa un bel gruzzoletto, ma ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria, e quindi è molto probabile che i diretti interessati ricevano quello che è giusto che sia.

ALAN MINOTTI