ALCUNE DICHIARAZIONI DEL PRODUTTORE DI METROID DREAD

Il nome di Metroid è sulla bocca di tutti fin dalle primissime release della serie, e ora che l’ultimo capitolo in stile 2D ha debuttato poco tempo fa, si sta per concludere la saga di Samus, in particolare quella contro i Metroid e il loro sterminio. È proprio per questo che Gamespot ha deciso di intervistare il produttore di Metroid Dread, Yoshio Sakamoto, per fargli alcune domande inerenti alla produzione e a tutto quello che riguarda Metroid Dread e di seguito parleremo di alcune di queste.

Sakamoto è uno dei punti cardine dietro il franchise Metroid, ecco perché un’intervista era d’obbligo. Prima di questo ultimo titolo ha preso il ruolo di designer per Metroid, il regista per Super Metroid, Metroid Fusion, Metroid: Zero Mission e Metroid: Other M. Ha anche fatto il consulente per Metroid Prime: Federation Force e ha prodotto Metroid: Samus Returns, ecco perché è la persona giusta a cui fare le varie domande che affliggono molti dei fan della serie.

Tra i quesiti più interessanti che possiamo trovare all’interno dell’intervista viene chiesto a Yoshio Sakamoto come mai Samus sia molto silenziosa dopo che è stata finalmente rivelata la sua voce. Dopo la conferma di Sakamoto del silenzio di Samus ha spiegato che il gioco essendo improntato su un tema terrificante sarebbe stato meglio esprimere il tutto tramite le immagini e la recitazione, e per essere chiaro ha affermato:

Voglio che il giocatore pensi: Cosa sta succedendo? Cosa prova Samus in questo momento?

Un’altra domanda che gli è stata posta è il perché l’ultimo capitolo sia stato chiamato proprio Dread, e la sua risposta sembra collegarsi alla precedente. Dice che il tema principale è il terrore e la paura, e che i temi trattati all’interno di Metroid Dread hanno riflesso la sua versione cancellata di Dread 15 anni fa e che da allora non ha mai dimenticato la paura e il terrore del tema principale che ha preso nell’arco degli anni la saga di Metroid.

Quest’intervista è stata molto esaustiva per gli appassionati di Metroid e spero che vengano sempre più intraprese conversazioni del genere con i produttori dei giochi che più amiamo.

ALAN MINOTTI