THE PROCESSION TO CALVARY: FOLLIE RINASCIMENTALI

In una parola: folle. Questo è il primo aggettivo che viene in mente parlando della nuova creatura di Joe Richardson, padre di Four Last Things e indiscusso maestro delle assurdità, uscita nel 2020 e appena approdata nel catalogo Xbox Game Pass. Perennemente a cavallo tra follia e genialità, con momenti di altissima scrittura, l’avventura si dipana attraverso e all’interno dei capolavori dell’arte rinascimentale. Lo stesso titolo del gioco è un omaggio a una delle opere più famose di Bruegel. I dipinti di Rubens, Canaletto, Velazquez e molti altri, prendono vita sullo schermo in una forma interattiva e dissacrante, facendo da sfondo a delle mirabolanti e improbabili avventure di Pythoniana memoria. Tutto nel gioco è un omaggio al famoso gruppo di comici inglesi, non solo per le animazioni dei dipinti, ma anche nei testi e nello svolgimento della storia.

L’avventura si apre con la nostra protagonista, una cavaliera, di ritorno dalla Guerra Santa e ormai evidentemente dipendente dalla pugna e dai bagni di sangue. Sfortunatamente le ostilità sono cessate, sono morti quasi tutti e le viene preclusa la possibilità di continuare ad uccidere. L’unica possibilità di proseguire sulla strada delle spadate a casaccio è quella di scovare Heavenly Peter, nemico giurato e sire dei territori del sud. Il viaggio che andrà ad intraprendere sarà colmo di personaggi assurdi, a tratti oltre il limite della blasfemia, con cui possiamo interagire attraverso un classico sistema punta e clicca. Com’è ovvio, la tendenza data dal carattere della nostra eroina ci porta a risolvere tutto con un’abbondante dose di fendenti, ma spesso potrebbe ritenersi necessario un approccio meno cruento nei confronti degli enigmi che siamo chiamati a dipanare. La trama inoltre prenderà pieghe differenti a seconda delle scelte che adotteremo, rendendo così l’avventura rigiocabile più e più volte, nonostante una certa semplicità nella risoluzione degli enigmi.

Se conoscete anche solo di fama i Monty Python, in particolar modo Il Sacro Graal, sapete già cosa troverete all’interno del gioco, ore ed ore di risate e divertimento.

Alcuni potrebbero storcere il naso per la mancata localizzazione dei sottotitoli, ma l’esperienza di vedere così sapientemente mescolati vocaboli in inglese arcaico con termini tratti dallo slang moderno non ha prezzo, inoltre in questo modo si può godere appieno della colonna sonora presa direttamente dai secoli bui.

Capolavoro miracoloso? Beh, la storia in sé lo è di sicuro, assolutamente ben scritta e a tratti assolutamente esilarante, magari il sistema di gioco potrebbe risultare “antico” e poco dinamico agli occhi dei videogiocatori più giovani. 

ROBERTO DI LEO