DOJORAN: UNO STRANO RETRÒ GAME

Ok, so che molti di noi sono abituati a grafiche spettacolari come Battlefield e Gran Turismo, ma abbiamo potuto constatare con mano quanto la grafica non sia tutto (basti guardare che un titolo come Hades, che presenta una grafica non al top, è riuscito a guadagnarsi il premio per il miglior gioco). Ecco perché questo titolo potrebbe rivelarsi meglio di quello che sembra.

Pur essendo una lunga impresa (infatti ogni settimana vengono aggiunti circa 40 nuovi titoli sull’eShop), sfogliando i vari giochi di Switch si possono trovare pietre miliari, e forse questo è uno di quei casi. Si tratta di un progetto portato avanti dallo sviluppatore brasiliano Nautland, con la pubblicazione dei sempre prolifici Ratalaika Games.

Come si può notare dal video qui sopra è mostrato come un classico platform in bianco e nero in stile anni settanta, ma che presenta caratteristiche del nuovo millennio e che in modo scherzoso si definisce un titolo dalla grafica a 1 bit. Il primo Mario per NES a confronto è il nuovo God Of War, ma non fatevi spaventare dalle apparenze, proprio perché si vocifera che potrebbe facilmente apparire nelle “vetrine” indie e non sembrare fuori posto.

Così è come viene descritto il gioco:

La vita non è così facile e semplice come sembrava nella tua infanzia. Per sopravvivere in un mondo pieno di pericoli, devi affrontare il difficile addestramento ninja delle rane utilizzando tecniche segrete create dai tuoi antenati. 

Dojoran è un gioco platform di precisione in cui devi usare le mele per eseguire un doppio salto in modi diversi dal solito. I controlli semplici e reattivi forniscono una grande esperienza nelle sfide che devono essere affrontate più di una volta. Ogni morte è un apprendistato per migliorare i riflessi e controllare il personaggio, piuttosto che un’intera frustrazione. 

Il gameplay è ispirato a giochi come Super Mario World, Celeste e Bloody Trapland, ma anche lo stile artistico prende ispirazione dai giochi Gameboy Pocket, Gato Roboto e Downwell.

Per quanto questo titolo non sarà mai un gioco tripla A, potrebbe valere la pena spendere qualche ora per giocarlo e per trasportare noi stessi verso il fantastico mondo retrò che ci siamo lasciati alle spalle.

ALAN MINOTTI