COD VANGUARD: RIVELATO IL MULTIPLAYER

Dopo tanto hype seminato sui social negli ultimi mesi, finalmente ieri è stato svelato meglio il funzionamento delle modalità multiplayer di Call Of Duty: Vanguard, il nuovo titolo del brand Activision sviluppato da Sledgehammer Games. Per gli FPS multiplayer, con il fiato sul collo messo dalle prossime uscite di Battelfield 2042 e di Rainbow Six: Extraction, è un periodo molto caldo, e le tifoserie delle varie fazioni sono accanite e poco propense a soluzioni di compromesso. COD ha peraltro l’ingombrante reputazione di essere il brand storico tra gli FPS ad ambientazione storico-militare, e dopo le critiche arrivate da fan della vecchia guardia per la scelta di cambiare pesantemente i contesti abituali con Modern Warfare e Warzone, ha deciso di ambientare nuovamente il gioco durante il Secondo Conflitto Mondiale. E qui iniziano le magagne: durante il videoreveal di ieri non sono stato l’unico ad aver notato una serie di incongruenze storiche nella scelta di equipaggiamenti (alcuni accessori previsti per le armi disponibili in gioco) ma anche per la selezione dei personaggi di gioco (presenza di soldati americani di sesso femminile in prima linea sul campo di battaglia in un periodo in cui non era permesso l’arruolamento di donne con mansioni di battaglia, men che meno con gradi da sottoufficiale, e non è sessismo ma accuratezza storica a cui gli sviluppatori hanno spesso detto di tenere). Vero è che quanto sopra è stato mostrato durante il reveal del multiplayer, quindi potrebbero essere “licenze storiche” volte ad aumentare l’engagement dei videogiocatori, ma è un appunto che sulla chat di commento alla live è stato mosso più volte, e non ci si può nascondere dietro un dito. Tornando al nocciolo della questione, le modalità multiplayer mostrate sono interessanti, ma non così innovative come si diceva. Partiamo dalla tanto sbandierata Collina dei Campioni, ovvero un deatmatch a squadre che prevede fino a 8 team connessi sulla mappa. La composizione dei team potrà cambiare in base al “ritmo tattico” che verrà selezionato, passando così da un classico 6vs6 che richiede una certa strategia nella gestione della squadra fino a una modalità Blitz che accoglie nelle mappe fino a 48 giocatori (che in un gioco a squadre rischia di creare più caos di quanto un titolo con velleità strategiche dovrebbe contemplare).  Le altre modalità multiplayer sono tutto sommato già viste: una modalità “pattuglia” o “anello tattico” con lo spostamento sulla mappa dei giocatori all’interno di un’area delimitata e in movimento; modalità Dominio (con la conquista di checkpoint presenti sulla mappa); Uccisione confermata, in cui bisogna non solo uccidere un nemico ma avvicinarsi al corpo per prenderne le piastrine di riconoscimento (e addio cecchini). I personaggi di gioco saranno altamente personalizzabili, così come le armi selezionate. Come abbiamo detto, le armi base sono storicamente accurate, ma alcune loro modifiche lasciano interdetti sia per la correttezza storica sia perché rischiano di sbilanciare fortemente gli equilibri di gioco (in particolare le munizioni esclusive o ad alta penetrazione, sperando che non siano semplicemente acquistabili trasformando il gioco in un pay to win). Insomma, COD si rinnova senza rinnovarsi, ruba qualche idea ai suoi concorrenti, e non rinnega il gameplay frenetico e ad alta interazione con gli ambienti introdotto in Modern Warfare.  Attendiamo il 5 novembre per provare a fondo anche le modalità single player, e vi lasciamo intanto col filmato trasmesso nella giornata di ieri. ANTONIO RECUPERO