UNITY GOES TO WAR?

Unity è un motore grafico multipiattaforma creato nel 2005 da Unity Technologies per lo sviluppo di videogiochi e altri contenuti interattivi, come visualizzazioni architettoniche o animazioni 3D in tempo reale. Unity Tech è una compagnia informatica, creata nel 2004 da David Helgason (CEO), Nicholas Francis (CCO) e Joachim Ante (CTO) a Copenaghen, in Danimarca. Attualmente la sede principale si trova a San Francisco, in California

Stando a quanto recentemente pubblicato dalla testata giornalistica VICE, alcuni dipendenti della Unity Technologies hanno manifestato il loro timore che i risultati raggiunti da questo motore grafico possano essere utilizzati per fini militari, vista la collaborazione in atto tra Unity e US Military. 

I rapporti con il Dipartimento della Difesa non sono un segreto, ma non sono nemmeno il genere di cose che l’azienda pubblicizza maggiormente. Due riferimenti a programmi della US Air Force, per esempio, si trovano sulla pagina “Government and Aerospace” di Unity, accanto a una partnership di “simulazioni e modellazione virtuale” con Lockheed Martin, uno dei più grandi appaltatori militari a livello mondiale, peraltro già al centro di uno scandalo passato relativo agli appalti per forniture belliche.

Oltre a questo, tre fonti anonime, attuali ed ex dipendenti di Unity, hanno riferito a Vice che le preoccupazioni etiche sorgono dal potenziale incrocio tra progetti militari e non militari. Lo sviluppo dell’intelligenza artificiale per scopi videoludici, per esempio, potrebbe anche finire in progetti legati al mondo militare, senza che gli sviluppatori ne siano consapevoli, e men che meno acconsentano a tale utilizzo.

“Sono arrivato a Unity perché ho ingenuamente creduto al loro marketing intorno al ‘potere ai creatori’ e ‘rendere il mondo un posto migliore’ o altro”, ha detto una fonte. “Sono entrato nello sviluppo della IA con l’aspettativa che avrei costruito una tecnologia ‘per il bene comune’ o qualche sciocchezza del genere. Impari abbastanza in fretta, però, che appoggiare dei guerrafondai è il modo più veloce per fare soldi più o meno universalmente nell’industria tecnologica”. 

Unity non è la sola azienda di tecnologia videoludica che lavora con l’esercito degli Stati Uniti: Epic promuove attivamente l’uso della sua tecnologia Unreal Engine in vari programmi militari e di polizia, e Microsoft ha recentemente firmato un accordo da 22 miliardi di dollari per fornire all’esercito americano un Integrated Visual Augmentation System (IVAS) basato sul suo headset HoloLens.  

Riflettendo su queste dimensioni plurimiliardarie di investimenti ed interessi che esistono tra mondo informatico e videoludico e corpi militari, polizia e difesa, ci troviamo davanti alla classica lama a doppio taglio. Da una parte le conseguenze possono essere benefiche se i progetti sono gestiti in maniera corretta ed etica, dall’altra assolutamente catastrofiche se si sceglie di utilizzare questi strumenti a fini propagandistici o di aggressione bellica. 

L’approccio propagandistico al mondo militare attraverso lo sfruttamento di sistemi videoludici è un aspetto che già si è presentato nella storia dei videogiochi e dei motori di gioco. Il caso eclatante fu quello della serie America’s Army, una collana videoludica sviluppata dall’esercito degli Stati Uniti con l’utilizzo del motore Unreal Engine improntata sul pubblicizzare e simulare vere missioni militari, con l’intento di andare a sensibilizzare e far avvicinare i giovani più affascinati dal mondo militare, all’interno di una vera e propria campagna di arruolamento. America’s Army ha ricevuto non poche critiche ed è stato considerato apertamente parte del complesso sistema di intrattenimento militare, anche conosciuto come “militainment”, uno degli aspetti della militarizzazione della società americana.

CESARE CHIARA