FANTASIAN: L’ULTIMO CAPOLAVORO DI HIRONOBU SAKAGUCHI

È da poco che il designer, regista, produttore e chi più ne ha più ne metta, ha scelto di andare in pensione, e per non lasciare troppo delusi i suoi numerosi fan ha deciso di pubblicare la sua ultima opera, Fantasian. Questo titolo si mostra a primo impatto molto simile ai primi classici Final Fantasy Playstation, ma con miglioramenti grafici e meccaniche decisamente interessanti per un titolo mobile.

È stato annunciato dalla famosa software house Mistwalker il 25 marzo 2019 durante il video d’introduzione di Apple Arcade, e il progetto è nato quando Sakaguchi ha deciso di incontrarsi con alcuni dipendenti Apple, fan di Final Fantasy e del suo lavoro. Dopo svariate chiacchiere hanno deciso di mettere in atto una collaborazione e di produrre un gioco per Apple Arcade, utilizzando il motore grafico Unity.

In questo titolo Sakaguchi ha scelto di ritornare alle sue origini, per poter lavorare su qualcosa di simile ai classici JRPG del passato, affermando che: “i vecchi stili sono già fantastici di per sé”.

Una scelta che è stata fatta all’inizio dello sviluppo è di utilizzare dei diorami realizzati a mano per la creazione delle ambientazioni. Per ricreare tutti gli elementi sono stati assunti dei veterani dell’industria giapponese Tokusatsu, ed è stata eseguita successivamente una scansione utilizzando dei droni che hanno ricreato in 3d tutti gli oggetti in miniatura. Processo che ha comportato ritardi e tanta pazienza.

La trama del gioco ruota attorno a Leo, un giovane ragazzo che soffre di amnesia dopo la sua visita a un universo parallelo alternativo chiamato il Regno delle Macchine. Nell’arco della sua avventura incontra molti compagni che si uniscono a lui per aiutarlo a recuperare la memoria e per sconfiggere un misterioso personaggio di nome Vam il malevolo che è disposto a fare di tutto per raggiungere i suoi obiettivi. Direi la classica storia alla Final Fantasy.

Quello che colpisce di più è proprio il suo gameplay, che oltre a unire le meccaniche di un tempo, implementa dei nuovi sistemi molto interessanti. Mentre il giocatore naviga nel mondo può incappare in scontri casuali in cui deve combattere per sopravvivere. Oltre a infliggere danni ai nemici con attacchi base e utilizzare oggetti, i protagonisti hanno la possibilità di utilizzare abilità che consumano punti magia. Fantasian presenta però un elemento che lo contraddistingue dagli altri, noto come Dimengeon, che permette di saltare le battaglie contro i nemici sconfitti in precedenza. Questa nuova modalità ha però un limite, infatti i nemici scartati vengono inseriti all’interno di una specie di mondo parallelo, e al raggiungimento di un certo limite si devono affrontare tutti contemporaneamente per “svuotare il recipiente”. Durante questa battaglia sono presenti per i personaggi alcuni miglioramenti di attacco e difesa, e la capacità di rubare un turno al nemico, cosa che aiuta ad affrontare l’elevata quantità di mostri presenti

Infine il comparto sonoro è stato messo nelle mani di Nobuo Uematsu, altro veterano che ha accompagnato Sakaguchi nelle varie avventure di Final Fantasy. Questo straordinario compositore ha progettato ben 60 musiche per Fantasian, e sembra che per i vari problemi di salute che si porta dietro da qualche tempo anche lui stia valutando l’eventualità di andare in pensione. Le melodie sono state composte con vari sintetizzatori per ricordare lo stile barocco, scelta fatta per liberarsi della musica tradizionale presente nei classici JRPG. Uematsu per circa un anno ha trascorso di media 13 ore al giorno sul progetto, e ha anche deciso di inserire sezioni di improvvisazione, cosa che non aveva mai osato fare.

Devo dire che questi due personaggi di spicco hanno saputo portare gioia e lacrime a moltissimi giocatori, e l’annuncio del pensionamento di uno e del probabile ritiro dell’altro crea un’enorme tristezza. Fortunatamente hanno voluto deliziarci con un ultimo titolo, che riesce a riportare gli utenti indietro nel tempo, seppur seduti sulla poltrona del presente, peculiarità da ammirare.

ALAN MINOTTI