LO SCANDALO ACTIVISION BLIZZARD, TRA PROBLEMI E CONSEGUENZE

Activision Blizzard non se la sta spassando alla grande di recente, una serie di eventi sono stati portati alla luce ed hanno dato vita ad un vero e proprio uragano contro questa gigantesca software house. 

La nota azienda americana è stata accusata e dovrà rispondere di fronte al tribunale californiano per ineguaglianza dei diritti di pagamento degli stipendi, oltre che accuse di abusi ed omofobia. Secondo le fonti, sarebbero stati gli stessi dirigenti e personalità di spicco dell’azienda ad essere a conoscenza di tali fenomeni, ma senza far nulla per migliorare la situazione. 

Secondo Jeff Hamilton, Senior System Designer della nota opera videoludica di successo targata Activision Blizzard, ovvero World of Warcraft, l’intera situazione di crisi aziendale, che sta letteralmente creando problemi quasi irreversibili all’azienda, non ha dato modo alla stessa di concentrarsi sugli aggiornamenti del famoso titolo.  

Una e-mail dal vicepresidente esecutivo per gli affari aziendali, segretario aziendale, e chief compliance officer Frances Townsend ha dichiarato le accuse come “di fatto scorrette, vecchie e fuori contesto”. Oltre 2.000 lavoratori attuali ed ex hanno firmato una lettera aperta bollandole risposte di Activision Blizzard come abominevoli ed offensive.

Eventi e verità pesanti sono state ormai rivelate, come presenza di omofobia ed atteggiamenti abusani verso le lavoratrici, alcuni esempi sono alquanto disturbanti: 

La Suite Bill Cosby, una stanza utilizzata durante l’incontro Blizzard è stata spesso luogo di incontri ricchi di alcool ed insulti pesanti a sfondo sessuale. 

Altri siti, come  VICE, hanno rivelato degli aneddoti inquietanti, come un caso di un impiegato – ora licenziato – che installò delle telecamere per spiare  le sue colleghe in bagno, o ancora reclutatori di Blizzard che chiedono a una candidata per una posizione di sicurezza informatica se «le piaceva farsi penetrare».

In parallelo, Robert Kotick, il presidente di Activision, ha comunicato ai dipendenti, il 27 luglio, di mettersi a disposizione di uno studio legale per procedere a verifiche al fine di migliorare i metodi dell’impresa in questo settore. Alcuni media specializzati come Kotaku hanno tuttavia notato che lo studio in questione, Wilmerhale, era lo stesso che aiutava Amazon a dissuadere i suoi dipendenti dal formare sindacati.

Lo scandalo venuto alla luce potrà sicuramente avere conseguenze disastrose, non solo sulla risposta dei gamers ma anche dei fans delle case produttrici concorrenti, come Ubisoft, dove 500 dipendenti hanno firmato una lettera aperta in segno di solidarietà verso le “vittime” di queste calunnie. 

Tutto è ancora da vedere e da considerare come vero o falso di fronte ad un giudice, ce la farà quindi Activision Blizzard a uscirne senza troppe ferite?

CESARE CHIARA