TEAM ASOBI: CAPOLAVORO IN ARRIVO?

“Sarà il gioco più ambizioso di sempre” ecco cosa ha detto lo studio dietro ai titoli Astro Bot Rescue Mission e Astro’s Playroom. Tutto è iniziato quando Sony e Playstation hanno deciso di chiudere la famosa Japan Studio, casa che ha sviluppato titoli come Ape Escape, LocoRoco, Patapon, Gravity Rush, Bloodborne e Knack. 

Il Team Asobi viene formato per la prima volta da Nicolas Doucet nel 2012 come parte interna di Japan Studio e prende questo nome dalla parola Asobu che significa “giocare” in giapponese. Dopo aver lavorato a piccoli progetti come alcune demo, iniziano a sviluppare il loro primo e vero gioco, The Playroom, un titolo di realtà aumentata per dimostrare l’uso di Playstation Camera e il Dualshock di Playstation 4. Successivamente creano un altro titolo incentrato sempre sulle funzionalità, ma questa volta per l’unità Playstation VR. Viene poi creato una mascotte di nome A5081 che prende le sembianze della parola Asobi, per diventare poi il personaggio di Astro Bot.

Asobi ha infatti lanciato recentemente un nuovo sito, e spostandosi nella sezione “chi siamo” si può trovare una dicitura: “Stiamo attualmente lavorando sul nostro gioco più ambizioso di sempre!”, parole molto promettenti che non menzionano però nessun dettaglio aggiuntivo sul gioco in questione. Oltre a questo, lo studio sta cercando di espandersi per migliorare la produttività e la qualità del suo staff, e se ci si muove nella sezione “lavori”, si nota oltre alle agevolazioni dei dipendenti, anche la possibile candidatura per programmatori, game designer, enginer, sezione artistica e audio designer (e alcune di queste mostrano delle sottocategorie).

https://www.teamasobi.com/ 

Pochi mesi fa, precisamente a giugno, il direttore di Asobi, Nicolas Doucet, ha affermato che il team è in continua espansione, scherzando anche sul fatto che il prossimo progetto trarrà vantaggio dalle caratteristiche uniche e innovative del controller DualSense di PlayStation 5 essendo Astro Playroom un gioco quasi interamente incentrato sulle capacità di questo Pad, quindi ha completamente senso se il prossimo progetto si orienterà verso una strada molto simile.

Che dire, questa software house non ha ancora tirato fuori tutte le sue potenzialità, oltre all’ultimo titolo che serviva a mostrare le nuove funzionalità dell’odierno controller Playstation 5, ma sembra avere ottimi requisiti per poter creare un buon titolo che molti giocatori potranno amare.

ALAN MINOTTI