STRAY: TANTO VA LA GATTA AL LARDO...

Ti svegli in un mondo governato da robot. Per sopravvivere devi superare insidie di varia natura, enigmi e puzzle di un’astuzia mortale. Nulla di nuovo sotto il sole direte voi solo che, nel caso del nuovo gioco dei Blue12 Studios, il vostro personaggio è un gatto! Già, una palla di pelo si porta sulla groppa tutto il peso della storia.  Mettete da parte per un istante gli anfibi di Lara Croft e andiamo a guardare in maniera approfondita il trailer di gioco appena rilasciato.

L’azione si svolge nel vicolo di una megalopoli cyberpunk, il nostro eroe felino appare ferito sotto le fredde luci che illuminano parzialmente la scena in maniera molto suggestiva, in una visuale in terza persona (ma per i gatti vale il termine persona?). Già dai primi secondi la componente puzzle dell’avventura si pone sulla scena in maniera netta: salti, ricerca di percorsi, oggetti da spostare e utilizzare per bloccare ventole affetta-gatti o rompere vetrate per permettere l’accesso a nuove zone della mappa. A proposito della mappa, il trailer non concede molte informazioni circa l’ampiezza totale dell’area di gioco, dai pochi elementi in nostro possesso e prendendo in considerazione una certa varietà di ambienti ed azioni visibili nella clip, possiamo sperare in un’esperienza ludica abbastanza lunga e ricca di missioni secondarie. Ripeto, sono solo supposizioni, bisognerà attendere i prossimi mesi per saperne qualcosa in più.

Ad animare il mondo ci pensano i robot ovviamente. Molto ben disegnati e dall’aspetto coccolone, sembrano essere gli unici abitanti di un mondo in cui gli esseri umani sembrano scomparsi. Gli sviluppatori non si sono spesi in spiegazioni circa l’assenza degli uomini nell’universo di Stray, ma alcuni particolari lasciano supporre che, pur non essendo presenti, gli esseri umani quel mondo l’hanno perlomeno abitato. Vediamo il nostro alter ego felino premere un pulsante di un distributore di bevande e raccogliere una bevanda energetica, ma non avrebbe senso in un mondo governato da robot. Scomparsi? Partiti in massa per colonizzare strani, nuovi mondi? Oppure sterminati dagli Zurk? I graffiti che abbiamo visto nel trailer non preannunciano nulla di buono…

Gli Zurk rappresentano i cattivi del gioco, simili a grossi scarafaggi, si avventano sulle prede biologiche o sintetiche senza alcuna distinzione. Durante le prime battute del gioco il nostro gatto non può far altro che fuggire, mostrando alcuni passaggi ricchi di action e salti combinati che vanno a discostarsi dall’impronta meramente puzzle adventure dei primi istanti di gioco. Niente male fin qui, ma un gatto non può far tutto da solo, e qui entra in scena B12: un piccolo drone, evidentemente gattaro, che aiuterà il nostro eroe baffuto a socializzare con gli altri robot (ottenendo così anche delle missioni secondarie) e in alcune azioni impossibili da praticare in assenza di pollice opponibile: ad esempio hackerare una cassaforte.

Il minuscolo team di sviluppo ha saputo indubbiamente sfruttare fino in fondo tutte le potenzialità di Unreal Engine 4, e se il risultato non è strabiliante poco ci manca. Il comparto grafico si presenta di altissimo livello, con illuminazioni azzeccate e cura maniacale per la fotografia e il level design. Anche la musica di accompagnamento risulta molto gradevole e piacevolmente azzeccata durante le sequenze platform che abbiamo avuto modo di vedere. Certo, si tratta solo di un gameplay di una manciata di minuti, ma quel poco che abbiamo visto ci lascia in trepidante attesa dei primi mesi del 2022, data di uscita del gioco su PC e Playstation 4 e 5. In attesa di poterlo provare credo che andrò a farmi le unghie sul divano buono.

ROBERTO DI LEO