XBOX GAME PASS: LA RIVOLUZIONE PASSA DAL PASS

Quando Phil Spencer, all’interno della conferenza Xbox dell’E3 2017, lanciò in diretta il servizio Game Pass, alcuni spettatori cominciarono a cercare una fessura per infilare la carta di credito nella TV al grido di “PRENDI I MIEI SOLDI!”. In effetti le premesse apparivano più che buone: un servizio in abbonamento che ti permetteva di scegliere tra un’infinità di titoli, molti dei quali tratti dai cataloghi delle console di generazione precedente, non si era ancora visto sulla console di casa Redmond.

Rivoluzione? Non proprio, o meglio: non del tutto, da qualche anno sul mercato c’era già Playstation Network, inoltre si temeva che il Pass fosse solo una piccola innovazione rispetto all’abbonamento Gold già presente nell’offerta dello store Microsoft. 

Al momento della sua nascita il servizio poteva apparire assolutamente ambizioso, forse anche troppo se considerata l’esposizione in termini di risorse cui Microsoft andava incontro, pagare un costo irrisorio per poter accedere a una libreria già molto vasta al lancio sembrava troppo bello per essere vero, almeno dal punto di vista di chi si era sempre trovato a dover sborsare cifre consistenti nel corso degli anni per ottenere il titolo del momento. 

A distanza di quattro anni ci troviamo nella posizione di dover smentire le voci dubbiose sulla bontà e la sostenibilità del servizio, che si è evoluto fino a diventare un elemento imprescindibile per i possessori di Pc e console Xbox. Il catalogo conta centinaia di giochi, l’acquisizione di studi di sviluppo ha permesso di ottenere titoli in esclusiva, l’implementazione dell’intero catalogo EAPlay e Bethesda nell’offerta mensile e il Cloud gaming compreso nel servizio (con l’abbonamento Ultimate ed ancora in beta) ha permesso al Pass di raggiungere vette che fino a quattro anni fa sembravano impensabili per chiunque. 

Inoltre, a differenza di Google Stadia e di PlayStation Plus, l’ecosistema di Microsoft appare più aperto che mai tra console, PC, dispositivi mobile e, entro l’autunno, le Smart TV.

E ora, una rapida incursione all’interno dell’offerta di gioco proposta dal Game Pass, giusto quattro titoli giocabili fin da ora come antipasto. 

DOOM ETERNAL

Che dire, il capostipite del genere FPS, imperatore degli shooter e Signore indiscusso degli spargimenti di sangue. Doom Eternal poggia le sue pesanti fondamenta sull’aggressività ed il combattimento frenetico più spietato. Torniamo quindi a vestire nuovamente i panni del Doom Slayer a distanza di otto mesi dagli eventi del capitolo precedente e proprio come l’originale Doom II: Hell on Earth, uscito nell’ormai lontano 1994, il teatro della carneficina si è spostato sulla Terra. L’azione concitata non concede respiro, nessuna pausa, solo un concentrato di adrenalina pura al 100%. 

La resa grafica dello sparatutto Id Software è strabiliante, una gioia per gli occhi, e la fluidità dovuta al nuovo motore id Tech 7 rende l’esperienza di gioco imprescindibile anche su console ormai antiquate quali Xbox One o Playstation 4. Sul piano tecnico segnaliamo l’aggiornamento di Giugno 2021 che implementa un miglioramento delle prestazioni per le console next gen, con supporto ray tracing, HDR10 e 4K a tutto spiano. 

Cos’altro aggiungere? Tenere fuori dalla portata dei bambini.

ORI AND THE WILL OF THE WISPS

Da uno sparatutto sanguinolento +18 a un’atmosfera fiabesca, il passo è breve se si possiede il Game Pass. 

Sequel diretto di Ori and the Blind Forest, questa avventura dinamica ci trasporta nuovamente nella foresta incantata di Nibel, alle prese con le disavventure di Ori, uno spirito guardiano. Difficile, se non impossibile, rendere con le nude parole la poesia che si respira in ogni singolo momento del gioco, dall’introduzione fino al completamento dell’avventura. Impossibile non affezionarsi ai vari personaggi che popolano questo mondo creato dai Moon Studios. Il gioco si sviluppa secondo i canoni del genere Metroidvania e presenta un gameplay ricco di azioni concitate e acrobazie mirabolanti, di cui alcune particolarmente frustranti come nella migliore tradizione (Prince of Persia docet), oltre a un sistema di sviluppo dei poteri migliorato rispetto al suo predecessore. Il mio unico problema con le avventure di Ori è stato quello di possedere una sola console e di vivere con una figlia tredicenne che non rispetta i turni.

STAR WARS JEDI: FALLEN ORDER

Se volete vedermi felice datemi una spada laser e la possibilità di usarla, non chiedo altro.

Dopo alcune uscite videoludiche non propriamente eccelse, il brand Star Wars si arricchisce di un nuovo capitolo sviluppato da Respawn Entertainment (Titanfall, Apex Legends), ovviamente per Electronic Arts, che ci catapulta nuovamente sulle vie della Forza in un periodo dell’arco narrativo compreso tra Episodio III e Rogue One.

Sicuramente non un capolavoro, ma al netto di alcuni difetti dal punto della meccanica di combattimento e qualche mancata miglioria tecnica qui e là, si presenta come un Souls like ricco di enfasi e momenti di gioco leggendari.

Il comparto grafico, neanche a dirlo, è mozzafiato, roba da far esplodere le pupille dalla gioia.

Potete provarlo gratuitamente pescandolo dalla gigantesca libreria EA Play se siete possesso di Game Pass Ultimate.

FORZA HORIZON 4

Passare dalla Forza a FORZA è una cosa che avrei sempre voluto fare. Grazie Game Pass che mi permetti questo ed altro.

Con l’annuncio di Forza Horizon 5 durante la conferenza congiunta Microsoft/Bethesda all’E3 2021, che con il suo trailer di gioco fece cadere sul pavimento più di qualche mascella, si è rinnovato l’interesse per il capitolo precedente del famoso gioco automobilistico sviluppato da Playground Games per le piattaforme Xbox e PC. In attesa di correre per le strade sterrate del deserto messicano non te lo fai un giretto in Gran Bretagna? Da qui l’impennata dei download registrata da Microsoft.

Impossibile elencare in poche righe tutte le qualità di un gioco così straordinario sotto ogni punto di vista: dal parco macchine pressoché infinito al sistema di variazione delle stagioni. Forza Horizon 4 è IL gioco racing per antonomasia, concedetevi una scorribanda in auto attraverso la campagna d’Albione e non ne rimarrete delusi. Dal punto di vista tecnico, impossibile fare meglio di così, almeno fino all’uscita del quinto capitolo riservato esclusivamente alle console next gen, che arriverà al day one su Game Pass il 5 Novembre 2021. Cominciate pure a lucidare i caschi…

IN CONCLUSIONE

Sul Game Pass sono state spese tonnellate di inchiostro negli ultimi anni. Senza andare a considerare la disfida atavica tra utenti Playstation e aficionados di casa Redmond, tirare le somme appare semplice a una prima occhiata: Microsoft punta a vendere un servizio, completo sotto ogni dettaglio, mentre la strategia di Sony tende a favorire l’acquisto di console e copie dei giochi, fisiche o digitali. C’è qualcosa di sbagliato nelle differenze tra le due strategie? Assolutamente no, perché quel che resta all’utenza è un’offerta di gioco straordinariamente ricca come non si vedeva da anni. Certo, nonostante il servizio Playstation Plus abbia subito un’impennata clamorosa a livello qualitativo nel breve periodo, il colosso giapponese appare in affanno sul piano del servizio rispetto al più navigato Game Pass, ma si tratta di dettagli dati dai numeri, di strategie differenziate come accennavamo prima.

Il futuro del Game Pass si cela nell’XCloud, la possibilità di accedere tramite qualsiasi dispositivo compatibile alla propria libreria di giochi, e con l’avvento della tecnologia 5G ci aspettiamo che il gioco da mobile possa veramente fare la parte del leone. Il prossimo passo? Smart TV: ovvero la possibilità di giocare a più di 300 titoli direttamente dallo schermo bypassando la console, utilizzando solo il controller di gioco. 

Secondo Microsoft, la rivoluzione passa dal servizio: gioca ovunque vuoi col gioco che preferisci, quando vuoi, con chi ti pare.

Chi siamo noi per dirgli di no?

ROBERTO DI LEO