NAGANO WINTER OLYMPICS '98, IL TRASH TORNA IN AZIONE

Rimanendo qualche ora cercando di non focalizzarmi su qualche strano, cringy, unico o bizzarro contenuto videoludico, la mia attenzione è comunque virata bruscamente su un videogioco che ha convinto ben poco la critica e ancora meno gli utenti. Questa è la storia di: Hyper Olympics in Nagano o Nagano Winter Olympics ’98

Sviluppato da Konami nel 1997 e pubblicato in Giappone alla fine dello stesso anno per Ps1 ed N64, e solo successivamente per l’emisfero occidentale, Nagano Winter Olympics è un videogioco multisport. Il titolo ovviamente si basa sui giochi olimpici invernali del 1998 con dieci discipline sportive, tra cui sci, bob, slalom e curling. 

Il gameplay risulta piatto come una tavola da snowboard, con solamente due modalità di gioco, ovvero una parte soprannominata Championship e un’altra che prende il nome di Olympic. La differenza sostanziale tra queste due modalità è che nella prima il giocatore compete in sette eventi singolarmente, ricevendo punteggi e premi per ogni evento. Nel caso della modalità olimpica l’obiettivo del giocatore è quello di raggiungere un traguardo finale, che è chiaramente la medaglia d’oro.

Il videogioco, oltre a presentare differenti attività, da anche la possibilità di partecipare con ben 18 nazioni diverse, anche se alcune di esse sono presenti solo nella versione PS1 (ad esempio la Cina), oppure la Finlandia nella versione N64.

Cominciando dai pochi aspetti positivi, il primo è la diversità di nazioni e specialità sportive, seguito da un sistema grafico non dei migliori ma sicuramente accettabile e una colonna sonora poco rilevante ma anch’essa passabile. 

Una caratteristica molto gradevole è l’effetto del ghiaccio sulla pista di pattinaggio, creato con particolare perizia in modo da dare l’impressione di riflettere l’immagine sovrastante in maniera assolutamente efficace per la potenza delle console del periodo.

Purtroppo i lati negativi sono molteplici, e portano a pensare che il progetto del gioco sia partito con una concezione seria, ma successivamente assemblato in fretta e furia. I movimenti dei personaggi sono meccanici e li fanno sembrare letteralmente bloccati, inceppandosi e dando l’impressione di essere tutto tranne che atleti dinamici. 

I comandi di gioco sono terribili, si ha l’impressione di non poter far nulla durante certe competizioni, e il sistema di utilizzo degli attrezzi sportivi da parte dagli atleti è talmente arrugginito che sembra abbiano loro stessi difficoltà a prenderli, spostarli, lanciarli, salirgli sopra o venderli al mercato nero. 

La modalità multiplayer è scadente al pari del resto, per il semplice motivo che un videogiocatore standard con una tolleranza e una pazienza media si metterebbe a fare i compiti piuttosto che giocare a questo disastro per altri dieci minuti.

Una caratteristica personale che ho rilevato è quella della scelta di colori, contrasti e luminosità, i quali sembrano essere stati editati all’ultimo minuto, dando un ulteriore esempio di confusione e indecisione. 

In sostanza, questo videogioco da davvero l’impressione di essere stato creato di fretta o lasciato a metà. Non consigliabile, se non per qualche caratteristica grafica non delle più sgradevoli e qualche bandiera in più, Nagano WInter Olympics 98 è probabilmente il più brutto videogioco mai creato sulle olimpiadi invernali. 

Voto finale 1/10. 

CESARE CHIARA