M.U.G.E.N. OVVERO IL PICCHIADURO FAI DA TE

La fine degli anni ‘90, con l’avvento di internet e la diffusione massiccia di console per videogiochi come la prima Playstation, ma anche il Neo Geo che veniva importato molto più facilmente, secondo molti, avrebbero segnato la fine delle sale giochi.

Eppure, appena pochi anni prima, grazie soprattutto al fenomeno dei picchiaduro come Street Fighter (ma non solo, ricordiamo anche Mortal Kombat o i titoli SNK come King of Fighters), le sale arcade erano al massimo della loro fama, nonostante, specie in centri urbani più piccoli, condividessero spesso i locali con fumose sale biliardo o ambienti anche più loschi (personalmente ricordo un bar che aveva messo flipper e un cabinato arcade letteralmente di fianco al tavolo da poker dove, in barba ad ogni regola, si giocavano partite tra personaggi decisamente poco rassicuranti con abbondanti banconote da 20mila lire).

I PC, peraltro, avevano mostrato finalmente un livello di prestazioni che permetteva di surclassare facilmente non solo le console, ma anche molti cabinati arcade, e lo faceva con prezzi più accessibili alle masse e fornendo uno strumento che non veniva utilizzato solo per giocare. Era l’inizio di una rivoluzione, in qualche modo, ma non capivamo bene come sarebbero davvero andate le cose.

Su PC non era difficile entrare in possesso di compilatori di linguaggio C, Visual Basic e Java, e nasceva un manipolo di appassionati di programmazione che iniziava a sperimentare quello che in seguito sarebbe potuto diventare un lavoro. E anche se magari non lo dicevano ai genitori, in quelle ore passate al PC a “studiare”, si sperava anche di imparare come programmare un videogioco, e trasformare un sogno in una attività concreta e magari redditizia.

Un gruppetto di questi smanettoni appassionati di videogiochi, la Elecbyte, nel 1999, riesce a tirar fuori un programma assemblato in C pensato espressamente per creare videogiochi di tipo picchiaduro ad incontri, inserendo personaggi e sfondi creati graficamente dagli utenti o importando le grafiche da altri giochi esistenti. È M.U.G.E.N., ed è un successo clamoroso tra gli appassionati di videogiochi più esigenti, che finalmente possono creare il gioco dei loro sogni, personalizzabile al 100%.

Il MUGEN gira sotto Ms-Dos, ne viene realizzata, dopo essere uscito dalla fase di beta, una versione per Linux, e viene rilasciata, su canali privati, una prima versione per Windows, che non ottiene però la giusta attenzione e uno sviluppo risolutivo di molti bug.

Il progetto della Elecbyte sembra arenarsi, ma alcuni tentativi di spacchettamento del codice sorgente ad opera di alcuni smanettoni permetto un diffondersi di versioni non ufficiali pensate per sviluppare giochi per varie console, ma la quantità di bug non permette mai di valutare seriamente le opportunità commerciali di giochi realizzati col MUGEN. Nel 2009 viene rilasciata una release candidate di MUGEN 1.0, che ha fatto da base per tutta una serie di cloni e di nuovi giochi con una compatibilità maggiore coi sistemi più moderni

Bisogna poi dire che la maggior parte dei giochi realizzati saccheggiava desing e animazioni da produzioni commerciali, quindi vi era un problema di copyright che teneva qualunque distributore videoludico ben distante dai prodotti realizzati con MUGEN.

Attualmente, anche grazie all’operato di alcuni sviluppatori indipendenti che hanno portato a una versione 1.1 di MUGEN, attualmente in beta, la comunità internazionale di gamemaker è cresciuta tantissimo, e la produzione di giochi più che godibili è molto vasta.

Attualmente in Italia uno dei principali siti di riferimento è Mugenation, dove è possibile reperire una gallery notevole di contenuti software per sviluppatori MUGEN e una sezione download con decine di giochi scaricabili, in larga parte perfettamente compatibili con PC Windows based e device Android.

Una menzione d’onore però va anche ai tanti prodotti più amatoriali realizzati con MUGEN negli anni, che hanno spesso toccato livelli di demenzialità e trash che saranno molto apprezzati a giocatori amanti del genere (ma spesso i bug potrebbero scoraggiare i giocatori meno pazienti). Tra questi citiamo l’italianissimo Super Botte & Bamba II Turbo scaricabile liberamente dal sito Giochi Penosi, che vede tutto il peggio della tv trash anni ‘90 scontrarsi in combattimenti assurdi ed esilaranti. Il gioco ha qualche problema a girare su sistemi moderni, ma lavorando un po’ con le impostazioni di compatibilità potreste regalarvi qualche ora di pura stupidità digitale.

ANTONIO RECUPERO