GUARDIANI DELLA GALASSIA: TRA GIOCO, FILM E FUMETTI

Come probabilmente ormai sapranno anche i sassi, durante l’ultimo E3 la conferenza Square Enix ha avuto uno dei suoi momenti clue con l’annuncio del videogame dedicato a Marvel’s Guardian of the Galaxy, il cui sviluppo è stato curato da Eidos Montreal.

Non sono mancati pareri discordanti sul gioco da parte dei fan: chi teme un gioco poco avvincente e pieno di bug come si è rivelato Marvel’s Avengers (che in realtà ha una trama molto più elaborata di quanto si potesse pensare, ma la scelta di usare più personaggi provenienti dal fumetto e non le versioni cinematografiche sembra aver spiazzato i fan occasionali), chi contesta il fatto che il gioco sarà solo in single player (ma questo vuol dire anche una costruzione narrativa più solida di solito) e chi ha storto il naso davanti alla grafica del trailer (che, al di là dei pareri, era chiaramente indicata come non definitiva).

Insomma, come sempre nel mondo nerd, è impossibile accontentare tutti.

Personalmente, e basandomi comunque sulle sole informazioni e immagini già a disposizione di tutti, credo che un action adventure in terza persona come questo, nonostante a qualcuno possa sembrare una scelta retrograda, sia una grossa opportunità per esplorare maggiormente le potenzialità videoludiche di personaggi più complessi delle loro controparti su pellicola, approfondendo la narrazione e seguendo magari elementi di trama più articolati di quelli che il cinema permette nel periodo breve (anche se si è in attesa di Guardians of The Galaxy vol.3 nel 2023, che promette di portare sullo schermo diversi nuovi personaggi provenienti dall’universo a fumetti Marvel Comics).

D’altronde, se la parola “Marvel” nei titoli di testa di un film ci ricorda che i personaggi del film sono nati sulle pagine dei comicbook americani, non tutti sanno che quelli che vediamo al cinema sono solo l’incarnazione più moderna dei Guardiani della Galassia, creati invece nel 1969 da Arnold Drake e da Gene Colan sulle pagine di Marvel Super-Heroes vol.2 n.18.

E i primi Guardiani erano qualcosa di totalmente differente: un gruppo di avventurieri provenienti dal XXXI secolo, ognuno sopravvissuto alla devastazione del proprio pianeta di origine, venendo così condannati a vagare per l’universo. Nessuno dei membri dei Guardiani attuali faceva parte della squadra originale, a parte Yondu, che comunque nel film ha un ruolo secondario e una impostazione molto diversa dal fumetto.

I Guardiani originari passarono circa 25 anni facendo saltuariamente da ospiti speciali su testate dedicate ad altri eroi, fino ad avere una loro serie durata 62 numeri dal 1992 al 1995, ma non riuscirono a ritagliarsi comunque un posto d’onore nella memoria dei lettori.

Nel 2008 si decise per un reboot del brand Guardians of Galaxy. Dopo il megacrossover Annihilation: Conquest, alcuni dei personaggi minori apparsi nella saga ma di grande carisma vennero riuniti in una squadra alquanto stravagante di vigilantes cosmici, pronti a intervenire nel caso in cui vi siano eventi disastrosi oltre la scala planetaria su cui operano gruppi come gli Avengers. La serie viene affidata alla coppia di autori Dan Abnett e Andy Lanning, e attira subito l’attenzione di fan e critica. La composizione del gruppo è ancora ben diversa da quella vista nei film (è presente ad esempio Adam Warlok, il super essere cosmico che appare brevemente in una delle scene aftercredits del secondo film), ma la guida di Peter Quill, alias Starlord, è già una certezza nel team.

L’uscita del film nel 2014 porterà la squadra dei fumetti a variare parzialmente composizione, per adeguarsi alla versione cinematografica, ma i toni scanzonati e e avventure cosmiche resteranno una costante di una delle serie di maggior successo del parco testate Marvel, che peraltro ha visto ai disegni anche gli italiani Valerio Schiti e Sara Pichelli, creatrice grafica di Miles Morales, il nuovo Spider-Man.

I 2 film dei Guardiani della Galassia sono stati probabilmente uno dei maggiori successi dei Marvel Studios, grazie a un approccio meno serioso e impostato rispetto agli altri titoli. Nostalgia degli anni ‘80, atteggiamenti adolescenziali, dinamiche al limite del demenziale sono stati il mix perfetto per un film dal successo trasversale: appassionati del fumetto, appassionati di supereroi e appassionati di fantascienza sono stati tutti perfettamente coinvolti da una storia perfettamente orchestrata. La presenza di personaggi come Rocket Raccoon (in originale doppiato dall’attore sex symbol Bradley Cooper) e Groot (doppiato da Vin Diesel) ha aumentato l’appeal sulle famiglie in cerca di un film per tutti. E una colonna sonora con tutti i più grossi successi degli anni ‘80 ha condito il tutto in maniera perfetta.

Dietro questa combo acchiappapubblico c’è la visione del regista James Gunn, che ha voluto fortemente raccontare le stravaganze umane dei supereroi anche in altri sui film (come il premiato SUPER del 2010, ma il suo svezzamento professionale nella nota casa di produzione TROMA lo ha sicuramente aiutato a sviluppare un peculiare e irriverente senso dell’umorismo nei suoi lavori).

Una delle dichiarate intenzioni di Gunn è di inserire nei suoi film dei Guardiani quanti più personaggi minori e dimenticati possibili tra quelli delle sterminate schiere della Marvel. Personalmente attendo di avere news su un certo papero che appare nella scena postcredits del primo film (e che aveva già avuto in passato l’onore di passare sugli schermi cinematografici).

Il gioco, cercando di pescare, nella sua impostazione, i migliori punti di forza sia dal fumetto che dai film probabilmente potrà essere un ottimo modo per ingannare l’attesa fino al 2023, per l’uscita del nuovo sequel.

Nel frattempo, restiamo in attesa almeno di una demo giocabile per poterlo valutare più approfonditamente.

ANTONIO RECUPERO