UN EROE DAL BIANCO PIUMAGGIO

Ultimamente ho fatto con gli amici una maratona di film degli Avengers, e dopo aver fatto più polemiche che altro, mi sono fatto una domanda… ma come mai non ci sono più in circolazione gli eroi strampalati di una volta? Gli anni ‘80 sono stati i tempi d’oro di questi personaggi, ed effettivamente mi sono un po’ rotto le scatole di vedere i soliti eroi fisicati e pieni di sé. Ecco perché vi voglio riportare alla mente un film basato su un papero supereroe che mi ha decisamente catapultato indietro nel tempo

HOWARD E IL DESTINO DEL MONDO
Prima di parlare del film in questione andiamo un po’ indietro nel tempo a vedere come è nato questo personaggio. Howard è un eroe dei fumetti creato dalla mente di Steve Gerber e Val Mayerik proprio per la Marvel Comics. Ha fatto il suo esordio tra noi esseri umani nel lontano 1973, sul numero 19 della serie Adventure into Fear. In Italia è inizialmente chiamato “Orestolo il papero”, ma fortunatamente per lui (visto che questo nome è veramente un obbrobrio), viene cambiato in quello inglese, restando noto come Howard. Ma chi è questo strano papero e cos’ha di così speciale?

Howard è un papero antropomorfo alto 60 centimetri (dove nel film è stato probabilmente adattato a 90 centimetri per non risultare troppo basso rispetto agli esseri umani), ha capacità cognitive ed intellettuali uguali o addirittura superiori alle specie più sensibili della galassia. Il corpo di Howard, come quelli della sua intera razza, ha caratteristiche simili a quelle delle comuni anatre terrestri e dei comuni esseri umani. Ha mani e braccia al posto delle ali, è ricoperto di piume e non è in grado di volare, ed ha una massa fisica simile a quella di un body builder. Indossa generalmente una cravatta e una camicia, e si trova quasi sempre a fumare un sigaro. 

Inizialmente, veniva raffigurato senza pantaloni, ma la somiglianza con paperino, spinse la Disney a minacciarli di azioni legali. Per ovviare a questo problema, la Marvel inserisce una sceneggiatura in cui Howard è un sostenitore contro la nudità, ed è costretto a fare affari con un fumettista fallito di nome Wally Sidney (e qui si nota il chiaro riferimento), personaggio che ha fatto fortuna attraverso una catena di rivenditori di abbigliamento conosciuti come “Sidney World”. Prima di assumere il suo classico aspetto in giacca e cravatta, il disegnatore gli fa indossare la classica uniforme da marinaio di Paperino, e il cappotto annesso di cilindro dello Zio Paperone, tanto per farla in barba alla Disney (cosa che ha fatto anche la famosa casa di Topolino acquisendo direttamente la Marvel negli ultimi anni).

Howard possiede alcune abilità speciali: la prima è la capacità di rimanere in vita nel vuoto spaziale senza subire effetti dannosi, anche senza utilizzare alcun tipo di tuta che lo protegga dall’ambiente o gli fornisca ossigeno, un’altra è la possibilità di spostarsi talmente veloce da riuscire a non farsi vedere a occhio umano. In fine ha avuto un addestramento mistico dal maestro e stregone Supremo Dottor Strange (e si gente, proprio quel Dottor Strange). Infatti sotto la sua guida mentale, il nostro papero è in grado di evocare i Vapori di Valtorr, lo Scudo dei Serafini, usare incantesimi di trasformazione e persino utilizzare l’occhio di Agamotto (potente talismano magico creato da Agamotto che è comunemente posseduto da strange), e il mantello della levitazione. Oltre a questo, è un maestro delle arti marziali chiamate Quak Fu, ha un’immensa forza, ha un super apprendimento, e ha un’intelligenza ai limiti dell’inimmaginabile (e chi lo avrebbe detto che questo buffo papero fosse così potente?)

Il film è stato diretto da Willard Huyck e prodotto da Gloria Katz e George Lucas nel 1986. 



A fianco di Howard, interpretato da Ed Gale (totalmente coperto dal costume), ci sono Lea Thompson, Tim Robbins e Jeffrey Jones. Un cast di prima grandezza per una storia assolutamente sui generis di dimensioni parallele e invasioni aliene. È stato in assoluto il primo lungometraggio prodotto dall’universo Marvel, e al tempo ha riscosso più critiche negative che altro, per via del suo linguaggio scurrile, l’uso di droghe e alcol, la presenza di sesso esplicito e chi più ne ha più ne metta. Fortunatamente nel tempo è stato apprezzato molto di più rimanendo un cult del mondo cinematografico. Per quanto gli effetti speciali di quei tempi non fossero al top, questo film ha saputo appassionare molti nostalgici come me, e mi sento di consigliarlo a chi non lo avesse ancora visto.

ALAN MINOTTI