METROID (1986), IL VIDEOGIOCO DELLE ABILITÀ

Metroid è un videogioco di azione-avventura sviluppato da Nintendo R&D1 e Intelligent Systems e pubblicato da Nintendo nel 1986 su Famicom Disk System. Primo gioco della serie omonima, nel 1987 esce su NES in Nord America e poi nel resto del mondo e in arcade nello stesso anno. La versione NES è stata ripubblicata nel 1992 negli Stati Uniti nella serie Classic Series in una cartuccia di colore giallo. Il gioco è stato infine ripubblicato nel 2004 su Game Boy Advance in Giappone, Nord America ed Europa. È stato ripubblicato in versione dematerializzata sulle console Wii nel 2007, 3DS nel 2012 e Wii U nel 2013, ma anche come bonus incluso nei giochi Metroid Prime e Zero Mission.

Il gioco è disponibile anche sulla riedizione della console NES, denominata NES Mini uscita nel 2016, e per il download su Nintendo Switch a partire da novembre 2018.

Ecco uno di quei titoli che necessitano di capacità ed abilità per progredire ed arrivare a completamenti di missioni e quest. In alcuni casi il titolo vi darà l’impressione di videogiocare ad un titolo horror, impressione data dalla grafica claustrofobica e dai nemici che cercheranno di eliminarvi.
In un periodo di videogiochi colorati, felici e luminosi, Metroid è l’opposto, ricco di colori scuri e contrasti, uno stile completamente diverso. 

Obiettivo del gioco è recuperare un oggetto importantissimo, chiamato appunto “Metroid”. Il videogiocatore prenderà il controllo di Samus Aran, un personaggio femminile in un’epoca in cui gli eroi dei videogiochi erano spesso uomini, la quale dovrà, senza un vero e proprio sistema di indicazioni, trovare la strada per recuperare questo elemento rubato. 

Il giocatore ha la possibilità di esplorare gli scenari di gioco con il proprio ritmo, attraverso upgrades ed oggetti che incentiveranno le abilità e le peculiarità della combattente. 

Tempo e musica sono importantissimi in questo videogioco, tanto quanto la parte grafica, la quale si presenta in maniera strana e bizzarra, facendo sì che il giocatore stesso si possa sentire in un vero e proprio ecosistema alieno senza un chiaro obiettivo, in una dimensione sconosciuta, ricca di misteri, curiosità e password (ebbene sì, esse serviranno per attivare determinati livelli e sistemi di gioco, sui quali non spoileriamo nulla, anche se parliamo di un gioco del 1986).

Un videogioco talmente profondo e ricco che vi darà l’impressione di far parte di un film, di essere parte di qualcosa di diverso, appunto, extraterrestre a tutti gli effetti. 

La più bella parte di questo titolo è il susseguirsi di armonie, musiche ed assenze di suoni, i quali ancor più creano una dimensione di suspense ed inquietudine. 

Nel suo libro Maestro Mario: How Nintendo Transformed Videogame Music into an Art, lo studioso di videogiochi Andrew Schartmann nota la possibile influenza della colonna sonora di Alien di Jerry Goldsmith sulla musica di Tanaka – ipotesi supportata dal riconoscimento di Sakamoto dell’influenza di Alien sullo sviluppo del gioco. Come nota Schartmann, “Molto simile a Metroid, il film deve alcuni dei suoi momenti più intensi al silenzio.” Schartmann sostiene inoltre che l’enfasi di Tanaka sul silenzio fu rivoluzionaria per la composizione dei videogiochi:

Il più grande contributo di Tanaka alla musica per videogiochi arriva, paradossalmente, sotto forma di silenzio. È stato probabilmente il primo compositore di videogiochi a sottolineare l’assenza di suono nella sua musica. La colonna sonora di Tanaka è un’incarnazione dell’isolamento e dell’effetto atmosferico, che penetra profondamente nelle emozioni.

– Andrew Schartmann, Maestro Mario: How Nintendo Transformed Videogame Music into an Art, Thought Catalog (2013)

CESARE CHIARA