UNA JENA ASSETATA DI GIUSTIZIA

Immaginate di essere in un mondo post apocalittico dove la criminalità regna sovrana, e dove trovare cadaveri per strada e persone armate fino ai denti è la normalità di tutti i giorni, ecco, questo è quello che deve passare il personaggio di cui parleremo oggi. Ed è solo una minima parte di un’avventura ai limiti dell’impensabile. Quindi smettiamo di tergiversare e andiamo subito a scoprire di chi sto parlando.

SNAKE “JENA” PLISSKEN
Questo personaggio è scaturito principalmente da 2 film simbolo degli anni 80 (anche se in realtà il secondo capitolo è uscito più di 10 anni dopo). I film in questione sono 1997: fuga da new york (1981) e Fuga da los angeles (1996). Entrambi sono stati diretti dal regista John Carpenter (regista di film come Halloween – La notte delle stregheLa Cosa, Grosso guaio a ChinatownIl seme della follia). 

Ma andiamo per gradi, chi è Jena Plissken? Inizialmente, il nostro protagonista, interpretato da un giovane Kurt Russel presta servizio nell’esercito degli Stati Uniti, raggiungendo il grado di tenente. Grazie alle sue enormi capacità, riesce a servire nell’unità delle forze dell’ordine Black Light, e riesce a guadagnare due Purple Hearts tra Leningrado e Siberia, per aver saputo tenere duro durante la Terza Guerra Mondiale, diventando l’uomo più giovane ad essere decorato dal Presidente. Passa il tempo e arriva il 1993, che vede lui e i suoi amici Fresno Bob e Harold Hellman dedicarsi ad attività criminali a  Kansas City. Ma perché Jena diventa un malvivente? Be’, si pensa sia perché il governo degli Stati Uniti lo ha tradito durante il Leningrad Ruse (avvenimento che gli fece perdere l’uso dell’occhio sinistro), e quando i suoi genitori sono stati bruciati vivi nella loro casa dalla polizia degli Stati Uniti. Tuttavia dopo poco Hellman li abbandona e Bob riceve una tragica morte proprio da un ufficiale di polizia degli Stati Uniti. 

Passano gli anni e ci ritroviamo nel 1997 (dove inizia il primo film): Jena viene arrestato per aver rapinato il  Denver Federal Reserve Depository, con il suo amico Bill Taylor, che viene ucciso dalle forze dell’ordine in seguito ad una sparatoria. Il nostro protagonista non se la sta passando bene, infatti viene processato e condannato all’ergastolo al Liberty Island Security Control per poi essere imprigionato nel “penitenziario” di massima sicurezza di New York (precisamente a Manhattan, dove l’intera isola è stata circondata da un muro impenetrabile e lasciata in uno stato di anarchia). Ma succede un avvenimento che costringe il nostro Jena a intervenire. Infatti, mentre il presidente degli stati uniti John Harker stava trasportando in elicottero un nastro importante per il vertice di Hartford, viene abbattuto e viene preso in ostaggio dal duca di New York (interpretato da Isaac Hayes) leader dei prigionieri. Ecco perché Bob Hauk, costretto da questo avvenimento, fa a Jena un’offerta che non può rifiutare, cioè il perdono da parte dello stato per tutte le azioni disoneste che aveva compiuto. Con questa proposta allettante il nostro Jena accetta immediatamente, e si mette in viaggio verso il salvataggio del Presidente. Prima di questo però Hauk racconta al protagonista che i documenti che possiede il presidente sono di estrema importanza e che al suo interno sono presenti informazioni tecniche che avrebbero permesso agli USA di essere la potenza mondiale dominante, ma tutto questo doveva essere recuperato entro 24 ore, ecco perché, da infame, Hauk impianta delle capsule esplosive nel collo di Plissken, dicendogli che se non riesce a portare a termine la missione entro un certo tempo gli esploderà letteralmente la testa. Durante la sua missione Plissken incontra vari personaggi che lo affiancano: Harold Hellman, Maggie e un tassista soprannominato Cabby, ma alla fine riescono a salvarsi solo lui e il Presidente. Jena quindi consegna il nastro e si fa disattivare l’ordigno esplosivo che aveva in corpo. Il presidente inizia una videoconferenza via satellite, ma nel momento di far girare il nastro, scopre che è un falso, scambiato da Plissken con una cassetta jazz del tassista. E mentre il panico sta dilagando, Plissken se ne va indisturbato.

La Marvel, vedendo il grande successo del titolo decide di produrre un fumetto dal titolo Le avventure di Snake Plissken, pubblicato nel 1997. La trama si svolge tra il film sopra citato, e la fuga da Cleveland menzionata nel secondo film. Qui possiamo vedere Jena che ruba un Metavirus dalla Center for Disease Control di Atlanta per vendicarsi di uno degli acquirenti che lo aveva denunciato alla polizia poco tempo prima. Nel frattempo, un laboratorio governativo costruisce un robot (e qui si inizia a vedere la mano della Marvel) che tramite la programmazione e l’inserimento dei dati del ricercato, avrà le capacità di prevedere azioni e comportamenti di quest’ultimo. E manco farlo apposta, il primo soggetto di prova è proprio il nemico pubblico numero 1, Jena Plissken. Ma le cose vanno a suo favore, infatti il robot (che era stato rinominato ATACS) copia talmente tanto Jena che inizia a comportarsi e ragionare esattamente come lui, e quindi, riconoscendo il governo come nemico, si schiera con il protagonista. Ma Plissken non divertito, lo prende a pugni fino a spegnerlo. Nei suoi ultimi attimi di vita, il robot esclama “perché?” e Jena se ne va semplicemente rispondendo “Non ho bisogno della concorrenza”.

Successivamente, nel 2003 viene pubblicata da CrossGen e Hurricane Entertainment una mini serie di nome Snake Plissken Chronicles di 4 albi a fumetti, anche in questo caso basata sugli avvenimenti successi nel primo film. La storia si svolge la mattina dopo la fuga da New York e vede Jena ricevere un Humvee militare (un veicolo corazzato) dopo il suo rilascio. Qui però si rimette nelle grane, e lo vediamo intentare una rapina, per rubare l’auto in cui JFK è stato assassinato, custodita all’interno di un casinò, per poi consegnarla ad un acquirente che si trova su uno yacht nel Golfo. Dopo varie insidie riesce ad arrivare al casinò, e qui incontra Marrs e i suoi uomini (personaggio con cui doveva collaborare). Qui Jena riesce a portare via la macchina, lasciando Marrs a prendersi la colpa, ma quest’ultimo troverà un accordo con il direttore del casinò per recuperarla. Nel mentre che Plissken sta portando la macchina allo yacht viene attaccato da Marrs, ingaggiando uno scontro a fuoco, dove vengono distrutte sia la macchina che la barca. Alla fine Marrs muore, e Jena riesce a scappare in elicottero con i 30 milioni di crediti che gli erano stati promessi per il colpo.

A sedici anni dalla sua fuga da New York. Jena viene arruolato per una situazione simile (come narrato nel secondo film). Infatti la città di Los Angeles, dopo il distacco dalla California in seguito al Big One, un terremoto catastrofico e temuto da tutti, viene murata e trasformata in una prigione federale. Qui si vede la figlia viziata del Presidente degli stati uniti, insieme al leader Cuervo Jones del Sendero luminoso, rubare un telecomando capace di riposizionare i satelliti orbitanti intorno alla Terra e di rendere inutilizzabile ogni congegno elettronico del pianeta. Anche qui, il nostro Jena viene reclutato con l’ingannousando un virus che gli iniettano nel corpo, costringendolo a cercare la figlia del Presidente e il telecomando. Lo spietato Presidente, aggiunge anche che non gli importa se la figlia ritorna o viene uccisa, essendo una traditrice della patria, quello che vuole è solo il ritorno del telecomando. Anche qui Jena si rivela molto fortunato, visto che viene aiutato da Eddie detto “la mappa delle stelle”, dalla bellissima ex prostituta trans Hershe Las Palmas e dalla mussulmana Taslima, per rintracciare Cuervo Jones. Dopo aver recuperato la scatola Jena la restituisce al Presidente, ma nell’atto di quest’ultimo di attivarla, scopre che anche questa volta il protagonista lo ha fregato, dandogli un falso. Il film finisce con Plissken che attiva a sua volta la scatola con il codice 666 e distrugge tutta la tecnologia del mondo.

Direi una fine decisamente catastrofica, che mi fa pensare che questo titolo sia un prequel di Mad Max, ma ne dubito fortemente. Per quanto questo secondo capitolo sia un sequel, ha decisamente troppe cose molto simili al suo precedente, cosa che fa pensare che sia più che un seguito, un remake. Nell’arco degli anni sono stati messi in progetto altri prodotti, come una serie TV (che è stata scartata da tutte le emittenti per via del suo contenuto troppo dark e squallido), un videogioco prodotto da Namco (che si presume sia stato annullato per via della morte di Debra Hill, una delle sceneggiatrici dei film) e un sequel del secondo capitolo chiamato “Fuga dalla terra” (che è stato annullato per via dello scarso incasso del secondo film).

Una cosa curiosa che mi va di raccontarvi è che si presume che il famoso protagonista Solid Snake di Metal Gear Solid, sia stato ispirato proprio da Jena Plissken. Infatti il suo nome originale è Snake Plissken. Ci sono molte somiglianze tra i 2. Tralasciando lo stesso nome, tutti e 2 sono ex agenti delle forze speciali, in più nel gioco Metal Gear Solid 2: Sons of Liberty, Solid Snake si fa chiamare Iroquois Pliskin al primo incontro con Raiden. Un’altra citazione onorevole proviene da Duke Nukem 64, in cui, raggiunto il livello 3, dopo aver scoperto il corpo mutilato di Snake Plissken si può sentire il protagonista esclamare “Immagino che non sia scappato da LA”.

E siamo arrivati anche oggi alla fine di quest’avventura che ha narrato le vicende di un’icona degli anni 80 che avrebbe dovuto fare la storia (cosa che ha fatto in parte). Chi lo sa, magari qualche buon samaritano prenderà le redini della situazione e ci mostrerà un altro capolavoro proveniente da questo mondo fantastico.

ALAN MINOTTI