SYBERIA: ALLA RICERCA DI UNA TERRA FATATA

Una ragazza incuriosita, strani macchinari e robot assurdi insieme ad enigmi da risolvere, queste sono le caratteristiche di un titolo che ha fatto la storia. Sono sempre stato affascinato dagli enigmi, e mi è sempre piaciuto mettermi in gioco, ecco perché oggi andrò a parlare di una trilogia (anche se sta per uscire il quarto capitolo) che oltre ad avere un buon sistema di gioco, possiede una trama coinvolgente e misteriosa.

BENOÎT SOKAL
Prima di raccontarvi di questo titolo, mi sembra doveroso dedicare un po’ di spazio a questo fumettista belga che ci ha lasciato poco tempo fa, il 28 maggio del 2021. Questo autore è diventato famoso grazie alla sua serie di fumetti “Inspector Canardo”, raggiungendo poi grande fama internazionale nel mondo dei videogiochi come character designer ma non solo. La sua carriera però ha preso il volo quando ha accettato di lavorare proprio con la software house Microïds, per portare a termine Amerzone (che assomiglia molto a quello che poi diventerà Syberia), ottenendo ottime critiche e un buon riscontro di pubblico. Grazie alla sua bravura ha aiutato la stessa casa a produrre Syberia e Syberia 2, per poi fondare lui stesso la casa di produzione di giochi White Birds Productions. Con questa ha creato Paradise, distribuito da Ubisoft nel 2007. Dopo aver prodotto altri giochi dal titolo Sinking Island e Nikopol: Secrets of the Immortals (basato sulle storie di Bilal, altro fumettista di fama mondiale), sfortunatamente nel 2010 l’azienda fallisce. Passano gli anni, arriva il 2012, e Sokal decide di firmare di nuovo con Microïds per produrre Syberia 3. Arriva poi il 2019 e i 2 collaboratori, annunciano l’uscita di un ultimo capitolo dal nome Syberia: The World Before, che si spera esca nel 2021. Intanto Sokal inizia ad avere problemi di salute, e nel maggio del 2021 muore per insufficienza cardiaca, lasciandoci però l’ultima sua opera che lo farà sicuramente rimanere nella storia.

SYBERIA: L’AVVENTURA DI KATE WALKER
Dopo il dovuto elogio a questo artista che ha saputo ideare una serie di giochi veramente intriganti, andiamo subito a raccontarli. Questo capolavoro del mondo videoludico, è un videogioco ad avventura grafica, con una nota molto incisiva di Steampunk, e come detto prima è stato prodotto dalla Microïds e realizzato da Benoît Sokal per poi essere pubblicato nel 2002. Il suo sistema di gameplay è molto semplice, un gioco in terza persona in cui per spostare il personaggio dobbiamo cliccare con il mouse su una parte dello schermo, che presenta un’ambientazione 2D pre-renderizzata fissa, disegnata proprio da Sokal. Il gioco è stato inizialmente distribuito per Playstation 2, Xbox e PC, anche se è nettamente consigliato giocarci su quest’ultima piattaforma visto il suo gameplay. Queste ambientazioni, sono state curate in ogni minimo dettaglio, mostrando il diverso stile architettonico di ogni regione o area. Anche i particolari e l’interazione con l’ambiente non sono da meno, infatti quando un oggetto si trova per terra, e il giocatore ci clicca sopra, questo non sparisce subito, ma vede Kate avvicinarsi per poi chinarsi, prenderlo e conservarlo nella giacca che indossa (può sembrare una cosa banale, ma 20 anni fa non era così ricorrente una cosa del genere). Passando al gameplay vero e proprio oltre ad essere un punto e clicca, la freccia cambia quando ci si posiziona su un oggetto con cui si può interagire o quando è possibile cambiare schermata. Passando all’audio è possibile sentire un doppiaggio in italiano molto ben curato (e anche qui, ai tempi oltre ad essere difficile trovare un doppiaggio in italiano, molte volte era come ascoltare un estero provare a parlare la nostra lingua senza saperla).

Ma ora arriva il bello, la trama. La storia inizia con la protagonista Kate Walker, una giovane avvocatessa di New York che lavora per lo studio legale di un’azienda di giocattoli americana. Kate viene mandata in un viaggio di lavoro sulle alpi francesi, in una piccola cittadina sperduta di nome Valadilène. Il suo incarico è fare da tramite tra le 2 aziende per l’acquisizione della fabbrica specializzata nella costruzione di automi e orologeria di altissima qualità di nome Voralberg, presente in questa città. Ma ahimè già dall’inizio insorge un problema, infatti poco prima dell’arrivo di Kate, Anna Voralberg (l’unica proprietaria dell’azienda) muore all’età di 86 anni facendo pensare a Kate che, visto che l’anziana signora non ha eredi, avesse lasciato il compito di disporre del suo patrimonio al notaio, ma è qui che si sbaglia. Anna, prima di morire, lascia una lettera indirizzata al notaio in cui racconta che suo fratello minore Hans Voralberg, creduto morto da tutti da più di 60 anni, in realtà è ancora vivo, bloccando quindi la trattativa, e obbligando Kate a cercarlo. All’inizio del suo cammino, la nostra protagonista incontra un simpatico automa di nome Oscar, che è rimasto per anni in totale abbandono. Kate scopre che è il macchinista di un treno che la può portare verso una risposta, e quindi, essendo Oscar incompleto, decide di ripararlo per poi partire. Durante il gioco, Kate parla con molte persone che hanno conosciuto Hans e Anna, e grazie anche a vari documenti che trova, scopre pian piano il passato e la storia della famiglia. Dopo varie peripezie ed enigmi, Kate trova Hans, che non mostra molta preoccupazione per la morte della sorella, e firma il contratto senza guardarlo. Ringrazia Kate per avergli portato il treno e Oscar, e gli dice che sta per intraprendere un lungo viaggio verso l’isola di Syberia. Kate quindi, dopo aver concluso il suo lavoro, si dirige verso l’aeroporto, e prima che salga sull’aereo diretto a New York, cambia idea, curiosa di conoscere più nel profondo Hans e il suo fantasioso viaggio.

SYBERIA II
Ma la storia non era finita lì, anzi, era solo all’inizio. Viene infatti prodotto e messo in commercio il 30 marzo del 2004 un secondo capitolo sempre dalla stessa software house e sulla base del lavoro dello stesso fumettista. Il sistema di gioco non è cambiato molto, rimarcando la stessa atmosfera. Viene invece migliorata l’animazione dei personaggi che ora sembrano più realistici. In questo capitolo è presente un recap del primo capitolo, cosa che può portare a non giocarci, ma mi sento in dovere di sconsigliare questa cosa, visto che per chi non ci ha giocato, si perderebbe un capolavoro che un riassunto non può sicuramente colmare. 

Ma veniamo quindi alla trama. Questo capitolo continua dalla conclusione del precedente, vedendo Hans, Kate e Oscar dirigersi verso l’isola di Syberia, isola di cui solo Hans sembra credere nell’esistenza (infatti non bisogna confonderla con la Siberia come regione dellaRussia). A New York intanto, la Marson&Lormont, agenzia per cui lavora Kate, non vedendola tornare assume un investigatore privato per trovarla e recuperare il contratto. La prima tappa che i 3 avventurieri fanno è il villaggio Romansbourg. Qui incontrano alcuni personaggi, tra cui il sindaco, una bambina di nome Malka, il suo tutore Cirkos (vecchio amico di Hans) e 2 furfanti di nome Ivan e Igor Bourgoff, che dopo aver visto Kate chiedergli della benzina ed aver ricevuto un rifiuto, riescono a creare un diversivo e rubare una tanica. Ricaricano quindi il treno e aggiustano le molle della locomotiva. Hans si ferma in un locale a salutare il suo vecchio amico, ma sviene improvvisamente. Si scopre che erano stati proprio i due fratelli che per vendetta lo avevano drogato. Quindi su consiglio della ragazzina Malka si dirigono ad un monastero che si trova a nord di Romansbourg. Qui il patriarca acconsente a curarlo, ma prova in realtà ad ucciderlo, dopo la scoperta che Hans è alla ricerca di un luogo tabù. Kate riesce a sventare l’omicidio, e decide di curarlo lei stessa, grazie ad un vecchio rimedio utilizzato dagli Youkol, riuscendo nell’intento. Ritornati al treno Hans chiede un favore a Kate, cioè riparare i due cavalli meccanici presenti al bar dell’amico Cirkos, lei acconsente, e quasi al termine della riparazione, sente il treno partire senza di lei, scoprendo che l’avevano rubato i due furfanti. Fortunatamente riesce a trovare un passaggio di fortuna e si mette all’inseguimento dei 2 fratelli. Il treno si ferma a causa del crollo del ponte sotto il vagone passeggeri, cosa che obbliga Kate a passare per un bosco. Qui viene quasi uccisa dai 2 furfanti, ma fortunatamente per lei, le viene in soccorso il pilota Boris Charov (personaggio incontrato nel primo capitolo), che la salva e l’accompagna al treno. Le peripezie sono finite, infatti, arrivata al treno, la nostra protagonista scopre che Oscar è stato sepolto vivo. Dopo averlo riesumato, riescono a ripartire, arrivando in un’immensa distesa ghiacciata. Dopo varie peripezie e combattimenti, Ivan, uno dei 2 fratelli, fa cadere in un burrone Kate, che battendo la testa sviene. Al suo risveglio si ritrova nel fantastico villaggio Youkol e dopo essersi ripresa, trova Hans nella capanna di uno sciamano, che gli dice che l’amico è nel tunnel dei sogni (cioè nel cammino verso la morte). Kate ormai affezionata ad Hans, decide di raggiungerlo tramite dei frutti magici preparati dallo sciamano (e per chi ha visto il film Il tesoro dell’Amazzonia, tutti sappiamo che frutti ha mangiato). Qui Kate rivive alcuni momenti dell’infanzia del suo amico, e scopre che per salvarlo deve aprire il cuore meccanico di Oscar. Quindi si sveglia e si dirige al treno, raccontando tutto al macchinista robotico. L’automa decide di rendersi utile, e si dirigono alla casa dello sciamano, Kate apre il petto di Oscar, e dopo aver tolto la chiave al suo interno, quest’ultimo si smonta in tanti pezzi, formando un esoscheletro in metallo, che avvolge Hans e lo risveglia dal coma. Con il treno ormai inutilizzabile, si rimettono in viaggio sopra ad un’arca, ma dopo poco incontrano nuovamente uno dei 2 fratelli che gli mette ancora i bastoni tra le ruote. Dopo vari combattimenti Ivan muore, e finalmente Kate e Hans possono continuare il viaggio verso Syberia. Approdano finalmente sull’isola, attivano uno strano flauto che richiama dei mammut, Hans monta in groppa ad uno di questi, per poi scomparire all’orizzonte. Il gioco si conclude con Kate che piange commossa dal raggiungimento del sogno del suo amico.

SYBERIA III
Sokal e la Microids però non ne avevano ancora abbastanza, ecco perché mettono in commercio questo terzo capitolo nel 2017 per PC, Playstation 4 e Xbox One. Grazie alla tecnologia più avanzata rispetto al precedente, sono state fatte molte migliorie. In primis la grafica più curata, è passata da paesaggi pre-renderizzati ad ambientazioni 3D. Oltre a questo non è più un punta e clicca (anche se questa opzione è stata implementata con una patch), ma è possibile spostare il personaggio a proprio piacimento, cambiando l’esperienza di gioco da quella a mouse e tastiera a quella con il gamepad. La forma della freccia cambia in icone e quando si cerca di interagire con qualcuno non è più presente il block-note per scegliere gli argomenti, bensì un menu di forma circolare (diciamo che è stato reso tutto più moderno). Oltre a questo, si può scegliere cosa far dire da Kate a un personaggio, portando la storia a variare in alcuni contenuti. Una cosa che ha indispettito gli italiani è stato l’annuncio di Steam che il gioco non sarebbe stato doppiato nella nostra lingua, portando molti a creare una petizione, ma senza successo.

La storia riprende dalla fine del capitolo precedente, vedendo Kate abbandonare l’isola su una barca improvvisata. Dopo essere stata salvata in fin di vita dagli Youkol, rimane in convalescenza per un mese, e dopo essersi ripresa decide di aiutarli a sconfiggere un loro nemico comune, dei soldati russi che vogliono che gli Youkol diventino un popolo civilizzato. Nelle sue peripezie, si trova ad aiutare Kurk, un membro di questa tribù, che ha perso una gamba proprio per colpa dei russi. Kate infatti decide di aiutarlo a ritrovare una protesi, che gli serve per intraprendere un viaggio molto lungo verso una terra promessa, per far accoppiare degli struzzi delle nevi. Intanto l’azienda di giocattoli che l’aveva incaricata di far firmare il contratto è ancora alla sua ricerca, accusandola di aver volontariamente fermato la trattativa e di aver ucciso Hans. Kate quindi si da alla fuga e alla ricerca della protesi per Kurk. Riesce a raggiungere il laboratorio dell’artigiano che doveva fabbricare la gamba. Qui l’artigiano Simon Steiner, dopo aver visto il ciondolo che porta al collo Kate (cioè il cuore di Oscar), gli racconta e le fa vedere un vecchio video delle origini del posto che gli Youkol vogliono raggiungere. Kate scopre che il posto è stato distrutto dall’esplosione di un reattore nucleare, e che ha visto Hans e Steiner collaborare per creare degli automi che potessero andare a prendere la popolazione colpita dalle radiazioni per poi portarla alla clinica dove era stata curata Kate all’inizio del gioco. Ma il capitano Obo, dopo aver portato gli automi a destinazione, fuggì senza aspettare i superstiti. Kate, decisa ad aiutare gli Youkol, riesce a convincere Obo a trasportarli per poi svolgere una serie di compiti per conto del capitano, per rimettere in moto la nave. Ma la storia non è finita lì: dopo entusiasmanti peripezie ed enigmi al limite della difficoltà, Kate riesce ad aiutare gli Youkol a trovare il loro tempio perduto, garantendo loro l’accesso ai terreni di riproduzione degli struzzi delle nevi attraverso un ponte. Alla fine Kate viene catturata da Olga Efimova (la dottoressa che l’ha curata nella clinica) per poi essere trasportata con un elicottero. Il gioco si conclude con l’elicottero che si alza in volo e con Kurk che lo osserva, amareggiato, pronunciando il nome dell’amica un’ultima volta, per poi riprendere il viaggio con il suo popolo.

In attesa del quarto e ultimo capitolo della saga mi sento di consigliare vivamente il gioco a chi non lo avesse ancora giocato, soprattutto a chi piacciono le avventure grafiche. Ci ho giocato in passato, ma ultimamente mi è venuta voglia di rigiocarci per rinfrescare la memoria in vista del nuovo capitolo, e anche per intraprendere nuovamente questa avventura ai limiti della fantasia.

ALAN MINOTTI