TOKIO 2020 (+1): I VIDEOGIOCHI ALLE OLIMPIADI?

La pandemia di Covid-19 ha avuto forti ripercussioni, tra le altre cose, sul mondo degli eventi, grandi e piccoli, e ha portato, per la prima volta in tempo di pace, a un rinvio di un anno della kermesse Olimpica, che nel 2020 si sarebbe dovuta svolgere in Giappone.

Proprio oggi, poche ore prima che io scriva queste righe, il Ministero dello Sport Giapponese ha confermato, nonostante una nuova ondata di focolai di contagio, che le gare si svolgeranno regolarmente (nonostante vi siano ancora dei problemi logistici, a quanto pare).

La scelta eccezionale di rinviare di un anno le gare di Tokyo ha però, per assurdo, pemesso una pianificazione molto attenta degli eventi collaterali curati dai vari partner del Comitato Internazionale Olimpico, e una comunicazione dedicata agli stessi che per molti aspetti ha oscurato persino quella relativa agli eventi sportivi in senso stretto.

Nel settore videoludico ha fatto molto rumore in particolare l’ufficializzazione dell’INTEL WORLD OPEN, ovvero il primo torneo di eSports ufficialmente supportato dal Comitato Internazionale Olimpico, che si svolgerà nell’ambito del cosiddetto “Path to Tokyo”, una serie di eventi collaterali alle Olimpiadi.

A fronte dei sempre maggiori investimenti nel settore videoludico da parte dei principali operatori economici nel campo dell’entertainment, e vista la presenza di sponsorizzazioni estremamente importanti a sostegno degli eventi di eSport, le pressioni perché si valorizzino le competizioni dei maghi del gamepad non vengono solo dagli appassionati di gaming, ma anche da chi fa girare milioni di euro di capitali in questo genere di eventi.

Fino allo scorso anno si era parlato più che altro di performance dimostrative relative a vari titoli da mostrare nel corso di altri eventi OFF. Ma il rinvio causato dalla crisi sanitaria e la crescita vertiginosa di utenti dediti al gaming online ha portato Intel a rivedere al rialzo questi eventi, trasformandoli in tornei mondiali veri e propri.

Non cadiamo nell’errore fatto da alcune testate di stampa generalista che hanno erroneamente parlato di videogiochi presenti come competizione olimpica (quest’anno si sono introdotte nuove discipline, come il Karate, ma ancora non vi sono medaglie previste per i videogiocatori), parliamo sempre e comunque di eventi a sé stanti e non inseriti nel carnet delle gare ufficiali, ma il patrocinio del CIO a questi tornei è sicuramente un segnale positivo che può aprire la strada a una valutazione più ponderata.

Ma alla fine, andando al punto, questi primi tornei quali giochi riguarderanno?

La discussione al riguardo è stata lunga e ha dovuto portare a contemperare interessi spesso in contrasto. La necessità di avere dei titoli di richiamo e con una forte propensione al gioco online andava unita al rispetto dei valori Olimpici, quindi un ripudio assoluto della violenza fine a sé stessa e una propensione alla competizione sana e non basata su una componente importante di fortuna.

Sono stati scartati titoli sportivi come FIFA per evitare sia il riferimento a federazioni non omninclusive sia la mera duplicazione di uno sport già presente nelle Olimpiadi “fisiche”. Così come è stato scartato FORTNITE, in cui sono stati frequenti i comportamenti poco etici di alcuni gamer di pochi scrupoli.

La scelta finale è ricaduta su due titoli dalla notorietà non dubbia: ROCKET LEAGUE e STREET FIGHTER V Champions Edition.

Il primo titolo, basandosi su un match sportivo ispirato al gioco del calcio ma con una componente originale e particolarmente funny legata alle possibilità offerte dalla fisica di gioco assolutamente unica, è sicuramente un titolo che non contrasta con nessuno dei paletti posti dal CIO.

Il secondo invece è l’ultima incarnazione del picchiaduro più famoso al mondo, il gioiello di casa Capcom che sublima ormai la violenza apparente in uno spirito di competizione tipico delle arti marziali, unito alla grafica simil cartoon che va a neutralizzare ogni eventuale deriva antisportiva.

Questi tornei vedono peraltro un primo turno di qualificazioni aperte appena partite che, per Rocket League, vedono a darsi battaglia anche i “nostri” Lauridis e ReiZIV, a cui facciamo un grosso in bocca al lupo!

Dal canto nostro, ci auguriamo che questi primi tornei, che sarà possibile seguire sulla pagina dedicata di Intel World Open, siano il primo passo verso la creazione di una integrazione stabile e duratura degli eSport nel carnet delle gare Olimpiche.

ANTONIO RECUPERO