PAPERBOY, RETROGAMING DA PRIMA PAGINA

Paperboy è un gioco arcade sviluppato e pubblicato da Atari Games e Midway Games.  È stato pubblicato in Nord America nell’aprile 1985. Il giocatore assume il ruolo di un paperboy, ovvero un ragazzino che consegna un giornale fittizio chiamato “The Daily Sun” lungo una strada di quartiere sulla sua bicicletta.  La versione arcade del gioco presentava montati sul cabinato un manubrio da bici come controller, rendendola una esperienza videoludica alquanto particolare.

Il gioco è stato convertito su molti sistemi domestici a partire dal 1986. Un sequel per home computer e console, Paperboy 2, è stato rilasciato nel 1991. Di conseguenza, da arcade di Atari Games, riprodotto per Sega Mega Drive e Nintendo 64, questo videogioco è uno dei titoli degli anni ‘80 più noti e piacevoli che io abbia visto finora. Precisando in partenza il fattore dell’età, ovvero essendo nato molto dopo lo sviluppo dei titoli arcade e di conseguenza sperimentando questo gioco solo in emulazione, sembra tutt’altro che un titolo della sua epoca, risultando ancora credibile a mio avviso per la decade seguente. 

Paperboy, come anticipato è esattamente quello che dimostra di essere, ovvero, la storia di un ragazzoadolescente che ha il lavoro giornaliero di distribuire il giornale alla porta oppure nella buca delle lettere degli abbonati. Ricordiamo la necessità, più grande di adesso, di informazione tramite stampa cartacea, la quale tutt’ora è sicuramente presente, ma sostituita nella gran parte dei casi dall’informazione sulla rete, digitale e in aggiornamento frenetico (e spesso incontrollato). 

Il titolo è quindi un vero reperto storico, un bellissimo esempio e ricordo per le generazioni a venire, e per la mia, la quale difficilmente ha vissuto questi anni sulla propria pelle. Il titolo è simpatico, curioso, ambizioso e tremendamente divertente, nonostante la sua semplicità e talvolta linearità negli aspetti grafici, sonori e non solo. Il divertimento sostanziale è il vero e proprio scopo del videogioco, vale a dire, il distribuire il giornale evitando i più disparati e assurdi ostacoli. Da notare, non tutto il quartiere residenziale presenta un abbonamento settimanale e giornaliero al giornale, di fatto una grossa parte non è abbonata, le loro dimore presentano un colore scuro e tetro, loro non riceveranno alcun giornale. In un certo senso, lo potranno ricevere, ma in maniera vandalica e scorbutica, di fatto saranno l’obiettivo del vandalismo del ragazzo, il quale guadagnerà punti se causerà danni alle abitazioni. Nel caso contrario, se il ragazzo involontariamente causerà danno o disturbo alla casa degli abbonati, riceverà minacce, manovre per farlo cadere e così via…

Il titolo si presenta su sette livelli, ovviamente facenti riferimento ai sette giorni settimanali, se il videogiocatore arriva alla corretta esecuzione di tutti i giorni della settimana avrà come premio la propria fotografia sul quotidiano. 

Il videogioco è divertente, davvero molto curioso, soprattutto per i comandi, il manubrio da bicicletta al posto del controller ed un tasto/leva sulla manopola sinistra che serve a lanciare i giornali, rallentando tirando a sé il manubrio ed accelerando spingendolo è qualcosa di fenomenale. Sono certo che questi titoli e videogiochi si possano ancora trovare in alcune occasioni, in eventi o spazi dedicati al retro-gaming, nel caso lo trovassi, sarei onorato di rigiocarlo in prima persona. 

Questo titolo è l’esempio di come il divertimento in passato potesse superare il contenuto, il concetto e la formalità. Di fatto, alimentando la questione che puntualmente ripresento, ovvero, il vero obiettivo dei videogiochi, divertirsi senza pensieri dimenticando momentaneamente la pressione e delusioni di una giornata fin troppo formale. 

CESARE CHIARA