L’Africa e lo sviluppo videoludico: Africa’s Legends

Un interessantissimo esempio di come alcuni paesi del continente Africano si stiano posizionando nello scenario videoludico internazionale è quello della start up ghanese “Leti Arts”. Nuova di zecca e con il primo indie uscito nel 2007 chiamato: “The Adventures of Nyagi”, LetiArts ha prodotto un videogioco per varie piattaforme mobili che prende il nome di: Africa’s Legends.

Per creare un metro di paragone, tale titolo è una versione “puzzle” di alcuni videogiochi picchiaduro simili a Marvel Contest of Champions, ma anche a Puzzle Fighter. Partendo dal presupposto che si tratti di una startup creata da giovani informatici e con poca esperienza, trovo lo sforzo di creare un contenuto originale, talvolta in un contesto non facile ed in rapido cambiamento, particolarmente grande e per questo degno di tutto il rispetto.

Africa’s Legends si basa su alcuni personaggi rivisitati e leggermente occidentalizzati ma realmente esistiti, esistenti o menzionati nella mitologia africana, più specificatamente di alcuni paesi presenti nella parte occidentale. Il videogioco in sé è semplice, alcune figure e combattenti si ripresentano con le medesime immagini ma con descrizioni e nomi differenti. Lo scopo è vincere contro un avversario, che anch’esso guiderà una figura mitologica, attraverso un minigioco puzzle a cascata.

The Africa’s Legends è un gioco basato su rompicapo che utilizza supereroi e criminali dell’universo Legends dell’Africa. Il gioco fonde l’idea di un gioco di combattimento, con il semplice e molto amato genere di gioco casual di corrispondenza piastrelle.

Le tessere di gioco colorate hanno delle icone che simboleggiano una mossa di potere. Abbinando le tessere dello stesso colore inizia una mossa determinata dall’icona corrispondente. L’obiettivo del gioco è quindi semplice, ma richiede una strategia per vincere.

Abbina tre tessere dello stesso colore in una riga o colonna per attaccare i tuoi avversari con vari calci e pugni fino a quando i tuoi avversari sono sconfitti o ti sconfiggono!

Più tessere si abbinano, meglio è per i tuoi punteggi. Ci sono anche speciali tessere di gioco che aumentano il tuo potere di attacco o di scudo da pericolosi attacchi nemici.

Ciò che trovo curioso in questo videogioco è la parte antropologica e socioculturale, ovvero le descrizioni e le mansioni di ciascun personaggio, per citarne alcuni:

Ananse: Ghana. Una sorta di Dio ma allo stesso tempo giovane, che ha il potere di dar vita ad oggetti.

Shaka: Sud Africa. Un poliziotto e comandante dell’armata fantasma dei famigerati guerrieri Zulu. Un maestro nell’utilizzo della lancia e dello scudo

Ruddy: Nigeria. Una giovane ed attraente ragazza che ha poteri legati al campo elettromagnetico ed il controllo su di esso

Shizo: Ghana. La versione del “Falcon Marvel” ghanese, ovvero un umile ed impavido guerriero, pronto a tutto per vincere grazie al suo passato nell’esercito.

Wuzu: Kenya. Uno stregone/curatore che ha poteri mistici, apparentemente ed a mio avviso il più potente

Bobo: Somalia. Un super soldato invulnerabile ed estremamente muscoloso, una vera macchina da guerra.

Sundi: Niger. Il mio preferito, l’assassino in fuga. Un misterioso maestro spadaccino e comandante della sua legione di adepti. Un vero e proprio campione misterioso, il quale presenta poteri e qualità relative al proprio passato, il quale cerca di dimenticare.

I personaggi sono in parte rivisitati, altri riprogettati per far sì che possano rientrare una dinamica videoludica attraente.

L’obiettivo del videogioco è sconfiggere il nemico, soprannominato “l’assassino” attraverso questi minigiochi.

Attraverso un gioco del genere, la start up mira a far conoscere semplicemente la vera storia e il folclore africano non solo alla popolazione locale, ma a tutta la scena internazionale. LetiArts ha vinto numerosi premi, tra cui il “Vodafone awards” in India e in eventi videoludici negli Stati Uniti.

Un ottimo esempio di come, attraverso sacrificio ed impegno e pochi mezzi si possa comunque creare un contenuto di valore ed appetibile a livello internazionale.

CESARE CHIARA