ROCKET LEAGUE: CORSE IN UN CAMPO DA FOOTBALL?

Il mondo dei giochi sportivi è stato uno dei primi a uscire nel mondo videoludico con il lontano tennis for two del 1958, poco dopo uscì’ un altro gioco che riscosse molto più successo, Pong, che si basava su una pallina che rimbalzava sullo schermo, con i 2 giocatori che dovevano evitare che andasse nella propria porta. Da quel momento, ad oggi, sono cambiate molte cose. Questo mondo si è espanso a dismisura, portando classici sport come il calcio, il basket o la formula 1, a giochi strani come: Mario Tennis Aces, Mario Super Star Baseball e Wipeout. Oggi andiamo infatti nei meandri di uno di questi strani giochi che ha però suscitato l’interesse di milioni di giocatori, creando sfide all’ultimo sangue. Andiamo subito a vedere di cosa sto parlando!

ROCKET LEAGUE

Questo gioco l’ho amato personalmente, e mi ha fatto piacere uno sport che non è molto nelle mie corde, il calcio. Esso infatti implementa quest’ultimo con le corse automobilistiche riuscendo a mischiare 2 tipologie che si pensava non potessero mai andare d’accordo. Gli sviluppatori in questione sono quelli di Psyonix che dopo il successo di  Supersonic Acrobatic Rocket-Powered Battle-Cars decisero di creare un seguito chiamato appunto Rocket League, che è stato confermato il 22 febbraio 2014. Appena un anno dopo, precisamente il 3 giugno del 2015 viene ufficializzata la data di lancio, cioè il 7 luglio 2015, per playstation 4 e PC. Venne anche rivelato che sarebbe stata disponibile la famosa vettura di Sweet Tooth (personaggio del famoso gioco twisted metal)

Il sistema di gioco è semplice da capire ma particolarmente difficile da gestire, il giocatore deve controllare un’auto chiamata comunemente battle car, in un campo rettangolare con 2 piccole porte (molto simile a un campo di calcio per intenderci) e tramite un grosso pallone deve fare gol. A partecipare sono 2 squadre a 2 giocatori l’uno, e da come avrete capito lo scopo del gioco è segnare più gol possibili in un tempo massimo di 5 minuti, e come nel calcio, in caso di pareggio si va al golden gol. A rendere più coinvolgente il tutto sono dei bonus che danno il turbo. Ce ne sono di 2 categorie: guidando all’interno di cerchi gialli sparsi simmetricamente per tutto il campo è possibile ottenere circa un ottavo della barra turbo, mentre aggiudicandosi delle sfere presenti sempre nel campo, si potrà ottenere il 100% del turbo. Altra cosa che rende molto difficile il game play è che si potrà guidare dappertutto, infatti il campo è chiuso dentro una cupola, cosa che ci permetterà di guidare anche sul soffitto, e se non fosse abbastanza si aggiunge il salto che ci permetterà (combinandolo con il turbo) di planare per un breve percorso.

Rocket League ha ricevuto sia all’uscita che per tutta la sua carriera, recensione più che positive dai critici. Il feedback positivo fu rivolto principalmente al gameplay multigiocatore e alla sua grafica. Oltre a questo, successivamente, venne elogiata l’esperienza del giocatore all’interno del gioco. Le critiche negative invece furono al motore fisico, sebbene il consenso non sia stato molto chiaro, ritrovando giocatori che lo difendevano.

Dopo l’evento dell’E3 2015 Rocket League ricevette svariate nomination e ha vinto diversi premi tra cui “miglior gioco sportivo dell’E3” per playstation universe e “miglior gioco multiplayer dell’E3” di gaming trend. Ai The Game Awards 2015, ha vinto il premio per il miglior gioco indipendente e il miglior gioco di sport/corse, ed è stata nominata come miglior multigiocatore. Ai DICE Awards di febbraio 2016, ha anche vinto il premio per il gioco sportivo dell’anno, l’eccezionale risultato per il gioco online e il DICE Sprite Award. È stata premiata per il miglior design ai Game Developers Choice Awards 2016. Ai SXSW Gaming Awards 2016, ha ricevuto il premio “Excellence in Multiplayer“. Ha vinto tre BAFTA Games Awards per Multiplayer, Sports e Family, ed è stata nominata per altri due, Best Game e Game Design. Ha vinto anche l’anno successivo per il premio BAFTA Evolving Game. Direi che non è poco per un gioco indipendente, gli sviluppatori, devo proprio dire che oltre a vederla lunga ai tempi di sviluppo, hanno saputo mettere insieme molte passioni provenienti dai videogiocatori.

ALAN MINOTTI