Ma te con quanti gettoni lo finisci Street Fighter?

Breve introduzione al retrogaming da parte di un over 40

Doverosa premessa: questo breve articolo, necessario per introdurre uno dei temi caldi del nostro portale, sarà scritto con toni nostalgici e saccenti tipici di quelli che “eh, le console… Ai miei tempi si stava in sala giochi, se volevi giocare!”.

Ora che ho messo le mani avanti, inizierò col dire che il retrogaming, per quelli della mia generazione è un piacere perverso, che riesce a catturare facilmente anche chi i videogiochi non li ha mai amati particolarmente. Il fascino perverso del vintage si unisce alla volontà di recuperare del tempo perduto sui libri piuttosto che in fumose sale giochi, evitando di entrare in conflitto con personaggi di dubbia affidabilità che a pochi metri di distanza giocavano a biliardo.

Prima o poi, per tutti, c’era quel paio di ore passate davanti a un cabinato, con qualche gettone in tasca, aspettando il proprio turno e guardando intanto altri che giocavano.

Nei primi anni 2000, su PC, iniziarono a diffondersi i primi emulatori, il MAME sicuramente il più diffuso (grazie anche alle sue varianti con interfaccia semplificata), che ci permettevano di riportare sui nostri schermi domestici giochi diventati introvabili, cimeli degli anni ‘80 e ‘90 su cui avevamo investito somme spesso considerevoli. Inizia così il fenomeno del retrogaming, cercando di capire come usare la tastiera del computer per giocare ad Asteroids.

Quella che sembrava una sperimentazione per nostalgici è diventata, in pochi anni, una vera e propria mania di massa, che ha finito per coinvolgere non solo chi c’era ai tempi delle vecchie sale giochi, ma anche chi è nato, dal punto di vista videoludico, con console che gestivano motori grafici 3D ad alta complessità senza troppi sforzi.

Oggi sono moltissime le sale arcade che, accanto alle ultime novità da sala (in realtà ormai meno presenti sul mercato), affiancano cabinati d’epoca, cabinati con emulatori multigioco e vecchi flipper restaurati.

Decisamente la fare della moda passeggera è stata superata, e il retrogaming, domestico e non, inizia ad essere una fetta economicamente e socialmente importante nel vasto panorama videoludico.

In questa rubrica cercheremo di raccontarvi i giochi che vi potreste essere persi per strada, quelli a cui tutti noi siamo più affezionati, e alcuni degli strumenti che hanno fatto la fortuna del settore più amato da noi ludonostalgici.

ANTONIO RECUPERO