ALIEN: ISOLATION

Amanti dell’horror e della fantascienza, oggi è il vostro giorno, infatti, andremo a parlare di uno dei capolavori sia cinematografici che videoludici che hanno segnato inesorabilmente questo genere. Iniziamo subito!

Tutti gli amanti di questi due generi sicuramente non si saranno persi il famoso film Alien, diretto da nientepoco di meno che Ridley Scott. Per chi non si intendesse molto di registi o produttori cinematografici, è stato colui che ha diretto capolavori come Blade Runner, Il Gladiatore, Robin Hood, American Gangstar e ovviamente il sopra citato Alien.

Il film parte subito a bomba, infatti vediamo la nave Nostromo che sta ritornando da una missione, e si sta dirigendo verso la terra. Mother, mente dell’astronave, intercetta un segnale trasmesso a intervalli regolari, e lo interpreta come una richiesta di soccorso. Quindi sveglia tutti dall’Ipersonno. Dopo il risveglio, l’equipaggio scopre che il segnale sembra provenire da un satellite. Decidono quindi di indagare, e scoprono una strana navicella, dove all’interno si trova un fossile di uno strano essere. Da qui in poi si sa come andrà a finire, sangue, budella, terrore e molta ansia! Ed alla fine rimane in vita solo il tenente Ellen Ripley interpretato dalla giovane Sigourney Weaver.

Passano più di 30 anni, e dopo molti film, gli sviluppatori di The Creative Assemply decidono di portare nel mondo videoludico, un omaggio al primo film prodotto. Esso esce infatti il 7 ottobre 2014, e viene pubblicato da SEGA.

Il videogioco narra le vicende di Amanda Ripley, figlia della protagonista del film. Essa si trova nell’anno 2137, ovvero 15 anni dopo gli eventi di Alien e 42 anni prima di Alien: Scontro Finale. Amanda viene informata da Christopher Samuels, un androide della Weyland-Yutani, che la scatola nera della Nostromo è stata rintracciata e recuperata da una nave chiamata Anesidora, e che è stata trasferita sulla stazione spaziale Sevastopol, proprietà della Seegson in orbita attorno al gigante gassoso KG348. Samuels offre ad Amanda un posto nella squadra della Weyland-Yutani, inviata per prelevare la scatola nera, affinché lei possa avere tutte le risposte riguardo alla morte della madre.

La caratteristica di questo gioco, rispetto agli altri dello stesso franchise, è la presenza di un solo xenomorfo per la maggior parte del titolo, e che non può essere ucciso, cosa che porta il giocatore a escogitare tattiche furtive per evitare di essere scuoiato come un maiale (cosa che per chi ci ha giocato è capitato molto spesso). Nel gioco si trovano diverse armi, ma contro quest’ultimo non funzioneranno, fatta eccezione del lanciafiamme che lo spaventerà. Infatti esse serviranno solo contro umani o androidi. Una cosa molto curiosa riportata in questo gioco (e cosa che lo rende anche più difficile) è il fatto che l’Alien non segue un percorso stabilito, ma tramite un’intelligenza artificiale, si basa sulla sua vista, sul suo olfatto e sui rumori che il giocatore farà. Cosa che fa pensare che lo xenomorfo pianifichi una strategia per cacciare il giocatore. Altra peculiarità, è che se l’Alien si accorge di un armadietto aperto, inizierà a cercare nella zona con più attenzione. Tutto questo mette un’enorme ansia al giocatore (cosa che ho testato personalmente) che starà sicuramente molto attento. Di seguito possiamo vedere il trailer del gioco.

CURIOSITÀ

  • Sono presenti alcuni Easter Egg interessanti nel gioco, infatti nella missione 1, andando nello spogliatoio, possiamo trovare un piccolo robottino che assomiglia molto al personaggio della Pixar, Wall-E.

  • Nei primi attimi di gioco, quando si esce dalla camera da letto, se si fa attenzione sulla destra, si può trovare un palmare molto simile ad un Game & Watch. Sempre nello stesso punto possiamo notare una rivista raffigurante un uomo. Molti suppongono che sia proprio James Cameron, regista del sequel del film originale Alien.

 

E siamo arrivati alla fine di questo articolo, devo dire che pur non essendo amante dei giochi in prima persona, questo l’ho apprezzato particolarmente, ha una trama molto coinvolgente, e mi ha saputo terrorizzare e tenere col fiato sospeso al punto giusto! Per ora ci fermiamo qui, ma non andate via, il nostro sito è pieno di articoli che potrebbero fare al caso vostro, quindi che aspettate?

ALAN MINOTTI